Da Repubblica: "Cancro alla prostata, ecco il super farmaco"

Redazione DottNet | 21/06/2009 10:49

Una svolta scioccante. Un farmaco "miracoloso". Una cura contro il cancro. Sono alcune delle reazioni suscitate dai primi risultati di un medicinale utilizzato in fase sperimentale su pazienti malati di tumore alla prostata, la forma più diffusa di cancro nell´uomo. Almeno due dei pazienti, giudicati incurabili e operabili dai medici, che davano loro pochi mesi di vita, hanno subito un miglioramento così rapido e radicale, dopo avere ricevuto una singola dose del farmaco, da poter essere operati e mandati a casa, dove hanno ripreso a condurre un´esistenza normale.

 I chirurghi che li hanno operati pensavano addirittura di avere messo sotto i ferri il paziente sbagliato, ovvero qualcuno che non soffriva di cancro alla prostata, perché aprendo tessuto dopo tessuto non riuscivano a trovare traccia di cellule cancerose, tanto il tumore si era ridotto rispetto alle dimensioni originali riscontrate al momento della diagnosi. Il risultato è apparso talmente straordinario da indurre i sanitari ad annunciare la sensazionale scoperta prima che la fase sperimentale fosse conclusa. Sebbene gli esperti invitino alla cautela e siano necessari ancora altri studi per verificare il potenziale del farmaco, l´eccitazione negli ambienti della scienza medica è al massimo. «Questo è come il Santo Graal della ricerca sul cancro alla prostata», ha dichiarato il dottor Eugene Kwon, l´urologo che ha diretto il trattamento. «Erano anni che cercavamo qualcosa del genere».
Annunciata ieri a tutta prima pagina dal quotidiano Independent di Londra, la svolta nella lotta al cancro alla prostata, di cui in Gran Bretagna vengono riportati 34 mila nuovi casi e 10 mila morti all´anno e che ha la sua massima incidenza negli Stati Uniti, è avvenuta nel corso della sperimentazione di un nuovo medicinale alla famosa Mayo Clinic del Minnesota, uno dei centri più avanzati per lo studio e la cura dei tumori in America e nel mondo. Rodger Nelson e Fructuoso Solano-Revuelta erano stati diagnosticati con un cancro alla prostata in stadio avanzato, che si era diffuso ad altri organi del corpo nel caso del primo paziente, avendo raggiunto l´addome, e che nel caso del secondo era «grosso come una pallina da golf». I medici avevano detto a entrambi i pazienti che non era possibile operarli. Ritenevano che avessero pochi mesi di vita e li sottoponevano a cura solamente per lenire i disturbi provocati dal male. Ma dopo una singola infusione di ipilimumab, un anticorpo che stimola il sistema immunitario, dato insieme a una convenzionale terapia a base di ormoni, il tumore si è ridotto abbastanza da poter essere rimosso chirurgicamente in entrambi gli uomini. Altri esperimenti con lo stesso farmaco sono già in corso, per verificare tra l´altro quanto la terapia ormonale può avere contribuito alla riduzione del tumore.
 

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