Eluana, prosciolto il neurologo Defanti

Professione | Redazione DottNet | 22/06/2009 16:21

L'Ordine dei medici di Bergamo ha prosciolto il neurologo Carlo Alberto Defanti dall'ipotesi di aver violato il codice di deontologia professionale nella vicenda legata alla morte di Eluana Englaro, la donna morta il 9 febbraio scorso dopo 17 anni di coma vegetativo.

La notizia risale al 21 maggio scorso, ma è trapelata solo da poco: il consiglio dell'Ordine di Bergamo, al quale Defanti è iscritto, aveva aperto un'indagine interna per accertare se ci fossero gli estremi per contestare al medico delle violazioni al codice deontologico commesse durante gli ultimi giorni di vita di Eluana, alla quale era stata tolta l'alimentazione. Defanti era stato ascoltato dal presidente dell'Ordine Emilio Pozzi una prima volta il 5 marzo, e poi ancora nel mese di aprile. Il consiglio dell'Ordine (composto da 15 medici) ha dunque prosciolto il neurologo, prima ancora dell'apertura di un procedimento disciplinare: 'Abbiamo voluto andare fino in fondo ' ha detto Pozzi, che ha definito il procedimento una sorta di 'processo all'ideologia' ' e dalla documentazione in nostro possesso, Defanti non ha violato il codice deontologico. C'è stata una grande sproporzione tra i fatti e le strumentalizzazioni che sono state create in seguito ' ha aggiunto Pozzi 'per questo abbiamo cercato in tutti i modi di non fare uscire la notizia. Mi hanno colpito molto ' ha proseguito Pozzi ' la veemenza e la carica emotiva che hanno investito questo caso che, in altre sedi, non e' ancora chiuso'. Il presidente dell'Ordine dei medici di Bergamo ha ricordato infine che il codice deontologico detta le linee guida dell'operato dei medici e non può stabilire una colpa precisa come il codice penale: 'Noi non ci appelliamo ad un articolo ' ha concluso - ogni componente del collegio giudica secondo la propria esperienza'.

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