Trapianti: Lazio, la storia del paziente in una 'pendrive' a impronta digitale

Redazione DottNet | 22/06/2009 16:27

La storia clinica dei pazienti che hanno subito un trapianto riassunta e conservata in una 'pendrive'. Questa la novità ideata dall'Agenzia regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse che ha avviato un progetto di sperimentazione della 'penna sanitaria' nei centri trapianti romani all'ospedale S.Eugenio e al policlinico Umberto I. La sperimentazione, che durerà sei mesi, coinvolge attualmente 100 pazienti che hanno subito un trapianto di rene o di fegato ma a breve verrà estesa anche agli altri Centri trapianti di Roma e provincia.
 

"Si tratta del primo libretto sanitario digitale, ideato e progettato dalle strutture dell'Agenzia regionale trapianti (Art) - spiega Carlo Umberto Casciani, presidente dell'Art - che si basa sull'uso di due pendrive simili a quelle che si utilizzano abitualmente per memorizzare i documenti digitali, in sostituzione del tradizionale dischetto". I pazienti trapiantati, infatti, dopo l'intervento devono sottoporsi a continui esami e controlli. Di conseguenza, in molti casi, sono costretti a fare la spola da un ospedale all'altro portandosi dietro gli esami precedenti in formato cartaceo. Con la 'pendrive' tutto diventa più facile e per di più il quadro clinico può essere visionato anche sul pc di casa. La novità consente di memorizzare esami di laboratorio, analisi cliniche, dosaggio dei farmaci prescritti, radiografie, Tac, risonanze mgnetiche e tanto altro. La penna, inoltre, evita l'eventuale perdita dei dati sanitari o la duplicazione di analisi e test clinici, con un indubbio vantaggio anche per il controllo della spesa sanitaria. "La penna garantisce che i dati non vengano contraffatti - spiega Giuseppe Iaria, dirigente medico di I livello al centro trapianti del S. Eugenio e coordinatore della sperimentazione - Il dispositivo completo si basa infatti su due apparati che possiedono il riconoscimento dell'impronta digitale per tutelare l'identità della persona proprietaria dei dati - prosegue Iaria - e nello stesso tempo la riservatezza degli stessi in caso di smarrimento o furto proteggendoli anche dalla semplice 'sbirciatina' di amici o colleghi". Per 'leggere' la penna sul pc è sufficiente l'impronta del paziente, ma il medico ne ha in dotazione una identica, con la propria impronta digitale, per poter modificare dati e parametri firmando in modo sicuro e riservato ciò che ha scritto. In questo modo si evita il pericolo che i dati possano essere falsificati. Dai primi riscontri il gradimento dei pazienti risulta molto elevato perché trovano il meccanismo semplice e utile come salvavita in circostanze di emergenza o quando sono in viaggio. "Al termine di questa sperimentazione - conclude Iaria - ci auguriamo che questo sistema di semplificazione amministrativa venga adottato dal servizio sanitario nazionale".