Prevenzione e fattori di rischio, prospettive assistenziali

Redazione DottNet | 05/08/2008 10:57

prevenzione

"E' necessario fare modifiche alla legge 180", afferma il presidente della Società italiana di psichiatria, Alberto Siracusano, "soprattutto considerando i cambiamenti della malattia mentale in generale". Regnano depressione e anoressia ed occorre fare più; attenzione ai primi segnali di problemi, cercando di sviluppare il collegamento fra medicina generale e psichiatria.

La depressione, se non adeguatamente diagnosticata e trattata, può diventare un disturbo altamente invalidante, con costi sociali molto elevati; secondo stime dell’OMS, nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia. La schizofrenia aumenta in maniera omogenea con il crescere del livello di urbanizzazione, inoltre, nei pazienti schizofrenici, si è evidenziata elevata comorbidità con malattie somatiche, in particolare con disturbi cardiovascolari e presenza di infezioni da HIV ed epatiti. Secondo studi riportati nel rapporto Eurispes – Telefono Azzurro di fine 2007, il rischio di sviluppare un problema psichiatrico secondario è molto elevato tra i minori con disabilità persistenti (fino all’80%); studi recenti hanno evidenziato che molti disturbi mentali dell’età adulta sono preceduti da disturbi dell’età evolutiva-adolescenziale: abusi o maltrattamenti subiti in età infantile possono predire il futuro disturbo psichiatrico che il bambino potrà sviluppare da adulto. Disturbi dell’umore del postpartum possono essere correlabili a fattori di rischio psicosociali: età adolescenziale, assenza del padre, supporto sociale limitato, conflitto coniugale, ambivalenza riguardo alla gravidanza. Ed ancora, in Italia si valutano ogni anno tra 3.500 e 4.000 suicidi ogni anno ed i disturbi psichici sono associati al 90% dei suicidi (depressione, schizofrenia, disturbi della personalità), ma anche ad abuso di sostanze ed alcolismo.
Attualmente, i fattori ambientali e sociali, come problemi di relazione e familiari, violenze subite, lutti, divorzi, separazioni, solitudine, condizioni economiche, disoccupazione, emigrazione, sono rilevanti fattori di rischio delle patologie psichiatriche. Spesso le informazioni sui disturbi psichici diffuse dai mass-media risultano incomplete o addirittura erronee, alimentando confusione e timori riguardo l’argomento. E’ dunque importante ed essenziale realizzare e diffondere un sistema di comunicazione corretto che possa fornire informazioni corrette e comprovate scientificamente da esperienze cliniche per “smitizzare” ed affievolire il sentimento di paura che per secoli ha caratterizzato il rapporto tra società e malato mentale.