Intervento anti-reflusso senza cicatrici

Redazione DottNet | 25/06/2009 15:38

gastroenterologia medicina reflusso-gastro-esofageo

Una nuova tecnica chirurgica che non lascia cicatrici è stata sperimentata da un gruppo di ricercatori dell'Ospedale San Raffaele di Milano per risolvere il reflusso gastro-esofageo, problema che arriva a colpire un italiano su sei.

Quella del San Raffaele è la prima sperimentazione di questo tipo al mondo, insieme a un'altra analoga condotta in Belgio. Il reflusso gastro-esofageo consiste nel 'ritorno' del contenuto dello stomaco verso l'esofago, a causa del malfunzionamento della valvola che li separa. A causa dell'acido dei succhi gastrici, questo reflusso può creare grossi problemi, da dolori al torace fino a vere e proprie lesioni del canale digerente. Fino ad oggi la terapia era chirurgica (con incisione dell' addome) o farmacologica. A queste ora si aggiunge l'intervento sperimentato dai medici del San Raffaele guidati da Pier Alberto Testoni, che non va a sostituirli ma li affianca: con una sonda simile a quella della gastroscopia, gli esperti passano per la bocca arrivando allo stomaco del paziente, dove creano una nuova valvola più robusta sul canale che lo separa dall'esofago. Questa procedura è stata condotta su 25 pazienti del San Raffaele, che sono stati seguiti per due anni: ''Dopo questo periodo il 93% dei pazienti non manifestava più alcun sintomo, un risultato eccezionale - sottolinea Testoni - e nel 30% dei casi c'era anche una riduzione dei farmaci anti-reflusso''. L'intervento dura in tutto 50 minuti, e il paziente può tornare a casa già il giorno dopo. I risultati sono comparabili a quelli della chirurgia tradizionale, ma con costi ed effetti collaterali ridotti. ''Ora - conclude Testoni - stiamo organizzando un nuovo studio multicentrico che coinvolga in Italia altri 10-12 centri, per estendere la sperimentazione''.