"Impianti corti" per la dentatura mancante

Redazione DottNet | 25/06/2009 15:59

Nuovi scenari per la dentatura mancante: gli impianti corti potrebbero essere una valida alternativa terapeutica per il trattamento delle edentulie posteriori mandibolari. Lo hanno affermato gli esperti riuniti a Roma presso il Dipartimento di Scienze odontostomatologiche della Sapienza al Congresso Nazionale dei Docenti di Discipline Odontostomatologiche e Chirurgia Maxillo facciale.

Ottimi risultati clinici fanno sperare in una nuova tecnica di implantologia per chi ha dentatura mancante nell’arcata mandibolare. Si tratta degli impianti corti. Quest’ultimi – hanno affermato gli esperti riuniti in Congresso - permettono, in presenza di una buona qualità ossea, di evitare complesse procedure chirurgiche, quali innesti ossei, o lateralizzazione del nervo alveolare inferiore, che risultano stressanti, invasive e rischiose per il paziente. Secondo le ultime ricerche, questa nuova tecnica ha permesso di risolvere casi complessi, semplificando i modi e accorciando i tempi del trattamento, con maggiore soddisfazione e comfort dei pazienti. Alcuni di questi impianti sono stati inseriti circa 10 anni fa, quando la maggioranza delle case produttrici proponeva ancora impianti a superficie liscia. Altri sono stati inseriti più recentemente. Ad oggi tutti gli impianti hanno però raggiunto un follow-up di almeno 3 anni, con una percentuale di sopravvivenza del 100 per cento. Anche se il numero di impianti inseriti non è sufficiente per una valutazione statisticamente significativa sulle loro affidabilità, le previsioni sono ottimiste e contribuiranno al lavoro di ricercatori e clinici.