Berlusconi, più rigore nel consumo dei farmaci

Aziende | Redazione DottNet | 25/06/2009 20:08

Il premier promette il suo impegno: niente nuovi tagli a partire dal prossimo anno. All'assemblea di Farmindustria, riunita a L'Aquila sotto una tensostruttura di 500 metri quadrati donata dall'associazione all'Università abruzzese, Silvio Berlusconi prende un impegno. ''Sui tagli al tetto della spesa farmaceutica speriamo di fermarci al 2009. Vedremo chi la spunta in Consiglio dei Ministri. Penso che la spunterò io, ma non è così facile'', ammette.

La preoccupazione degli industriali è infatti quella dell'arrivo di nuovi tagli nel 2010 (400 milioni di euro). Gli industriali chiedono sgravi, portando sul tavolo l'obiettivo raggiunto di una spesa farmaceutica sotto controllo e bilanci in ordine. L'ipotesi di nuove misure aveva trovato subito l'opposizione del presidente dell'Associazione che rappresenta le aziende del farmaco, Sergio Dompè. ''Non ha nessun significato parlare di nuovi interventi'' e chiede al Governo di spiegare se ''intende puntare su un settore che in pochi anni ha portato l'export dal 10 al 53 per cento o se questo tipo di presenza non interessa più''. La spesa farmaceutica italiana, ha detto Dompè, è inferiore del 30% alla media europea. E Berlusconi sembra avere raccolto l'appello delle imprese. ''Siamo di fronte ad un'attività di eccellenza - ha affermato il premier - e quanto al fatto che ci sono altre situazioni nella sanità che sono andate verso sprechi, bisogna portare lo stesso rigore che si è chiesto per quanto riguarda i consumi di farmaci''. Berlusconi ha rinviato ai tavoli della trattativa a Palazzo Chigi e al Ministero della Sanità. ''Il professor Fazio è a disposizione con dei tavoli per mettere a punto tutte le situazioni sulle quali dobbiamo intervenire - afferma ancora il presidente del Consiglio indicandolo ancora una volta come il prossimo ministro della Salute - faremo un intervento rigoroso''. Proprio quest'ultimo, per altro, non aveva nascosto la necessità di interventi antispreco, su territorio ma anche negli ospedali. ''E' possibile stabilire un piano di cura annuale per il malati cronici - ha detto Fazio - migliorare l'uso degli antibiotici, riformare il sistema di educazione continua dei medici affinchè promuovano l'uso dei generici. In Italia però - ha aggiunto Fazio - questi farmaci sono ancora troppo cari rispetto all'Europa''. Per ridurre le spese dei farmaci negli ospedali Fazio ha invece indicato l'urgenza di centralizzare gli acquisti attraverso un unico organismo per evitare fluttuazioni dei prezzi a danno delle casse pubbliche. Ma le imprese ribadiscono una posizione netta: ''Il governo ci ha chiesto il rispetto del tetto di spesa farmaceutica e noi lo abbiamo rispettato. I conti sono in ordine'', aveva ribadito Dompè chiedendo ''misure strutturali per incentivi la ricerca come l'automatismo del credito di imposta per periodi significativi''. ''Non siamo qui a piangere - ha aggiunto Dompè - certamente non qui all'Aquila''. Fuori dalla tensostruttura ci sono le tende dove i ragazzi dell'Università dell'Aquila svolgono gli esami della sessione estiva. L'Aquila ospita sette stabilimenti farmaceutico, sei di produzione uno di ricerca che dopo un mese da sisma hanno ripreso a lavorare regolarmente. Ora l'obiettivo è anche quello di ricostruire l'Università. ''Resterà a L'Aquila'' ha assicurato il magnifico rettore Ferdinando Di Iorio di fronte al sindaco Massimo Cialente e alle immagini proiettate sul maxi schermo della ricostruzione negli stabilimenti danneggiati.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato