Il Glargine non è cancerogeno

Redazione DottNet | 30/06/2009 16:30

Non ci sono rischi di cancro per i pazienti che fanno uso di insulina glargine, che è usata da 100 mila persone in Italia: i pazienti che utilizzano il farmaco possono continuare la terapia, come conferma l'Agenzia Europea del Farmaco (Emea).

E' quanto si apprende da una dichiarazione condivisa della Società Italiana di Diabetologia (SID), Associazione Medici Diabetologi e Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. La possibilità di un aumento del rischio di tumore, soprattutto al seno, ipotizzata da studi europei appena pubblicati sulla rivista Diabetologia è tutta da confermare, si legge nella nota. L'allarme tumori è nato nei giorni scorsi, in seguito alla pubblicazione di quattro ricerche che indicherebbero un legame fra lo sviluppo di cancro e l'uso di insulina glargine, un analogo dell'insulina umana a lunga durata d'azione (basta una sola somministrazione nell'arco delle 24 ore) arrivato in commercio nel 2000. Complessivamente, gli studi hanno coinvolto circa 300.000 diabetici in trattamento con insulina, di cui oltre 30.000 in cura con insulina glargine, mettendo a confronto il tasso di tumori fra i pazienti che utilizzavano l'insulina umana e quelli che prendevano l'analogo. Alcuni risultati evidenziano un aumento di rischio cancro per i pazienti in cura con insulina glargine rispetto agli altri pazienti. Ma ciò ha poco valore perchè ''sono ricerche prevalentemente basate sulla raccolta di dati statistici prelevati da cartelle cliniche di pazienti adulti - spiega Gabriele Riccardi, presidente eletto SID - non sono cioè studi clinici disegnati appositamente per capire il fenomeno. In ogni caso, in nessuno di questi studi è stata evidenziata una relazione tra l'uso di analoghi dell'insulina ad azione rapida e lo sviluppo di cancro''.
 

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