Interrogazione Pd a Sacconi su cure diabete in nuovi Lea

Redazione DottNet | 01/07/2009 16:10

Alla luce della ormai prossima revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero il pacchetto di prestazione che il Ssn garantisce ai cittadini, "chiediamo eguaglianza e pari dignità di cura a tutti i cittadini con diabete, in modo omogeneo e su tutto il territorio nazionale". E' quanto affermano in un'interrogazione urgente al ministro del Lavoro, salute e politiche sociali, i senatori del Pd Emanuela Baio, Dorina Bianchi, Fiorenza Bassoli, Daniele Bosone, Lionello Cosentino.
 

Nell'interrogazione, che vede Baio come prima firmataria, i senatori dell'opposizione sottolineano la necessità di ampliare le prestazioni per la prevenzione e la cura delle complicanze legate al diabete già previste con il decreto ministeriale 28 maggio 1999, n.
329, dell'allora ministro Rosy Bindi, e chiedono di garantire nei Lea la gratuità degli esami ematochimici, degli esami strumentali, dell'educazione terapeutica e l'adozione dei sensori glicemici per garantire una efficace e sicura assistenza dei pazienti diabetici. "Il diabete - ricordano i senatori Pd - è ritenuta una malattia sociale in quanto coinvolge circa 3 milioni di italiani e rappresenta la prima causa di cecità acquisita ed è, inoltre, una delle cause più importanti di insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto. Il diabete se non curato precocemente e in modo appropriato fin dall'infanzia determina complicanze e invalidità che comportano anche un forte impatto sulla condizione socio economica delle famiglie. Da questo si evince il ruolo strategico che in questa malattia può e deve svolgere la prevenzione per una corretta gestione del diabete e delle relative complicanze". I senatori evidenziano poi come lo stesso ministro Sacconi nel Libro verde "pur rilevando la necessità di un ampliamento della platea degli aventi diritto, propone una riduzione
del livello delle prestazioni erogate a carico del Ssn e un rafforzamento della compartecipazione privata attraverso forme assicurative, che di fatto graverebbero sul privato, alleggerendo il settore pubblico, ma snaturando la ratio della legge istitutrice del Ssn e il diritto all'accesso alle cure". "Chiediamo quindi al ministro Sacconi e in particolare al viceministro Ferruccio Fazio - concludono i senatori del Pd - di colmare con urgenza, pur nel rispetto del federalismo fiscale e dei suoi principi costitutivi, un'inaccettabile discriminazione nei confronti di tanti cittadini che vedono negato il diritto dell'accesso alla cura come sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione".
 

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