Finocchiaro (Sifo): il farmacista ospedaliero sarà ancora più strategico

Farmacia | Silvio Campione | 01/07/2009 17:28

In occasione del recente incontro “Valutazione multidisciplinare dei farmaci e dei dispositivi medici per l’emostasi chirurgica: metodi e strumenti”, realizzato grazie ad un contributo educazionale di Nycomed e tenutosi a Palermo l’11 e 12 giugno, abbiamo discusso del ruolo del Farmacista Ospedaliero con Pietro Finocchiaro, segretario nazionale SIFO.

 

 

Come mai avete deciso di promuovere un incontro sulla valutazione dell’efficacia e dell’appropriatezza nell’utilizzo di farmaci innovativi?

Efficacia ed appropriatezza costituiscono il punto di partenza per ogni terapia farmacologica, soprattutto se basata su farmaci innovativi. Questa cultura è ampiamente diffusa tra i soci SIFO e ormai acquisita dai farmacisti che operano nelle Aziende Sanitarie Italiane.
La SIFO da anni promuove incontri su questi temi con l’obiettivo di informare, formare ed indirizzare i propri Soci alla corretta valutazione oltre che dell’efficacia e dell’appropriatezza delle scelte, anche della sostenibilità economica che queste scelte comportano.

Che cosa si aspetta da una partnership SIFO – Azienda farmaceutica?

Ci aspettiamo che nell’ambito di questo rapporto si realizzi, prima e meglio, la mission che entrambe le Istituzioni hanno: il benessere psico-fisico del malato attraverso il soddisfacimento, tempestivo ed equo, dei reali bisogni di salute - espressi ed inespressi - della popolazione, mettendo a disposizione di tutti le cure migliori possibili, affinchè un paziente lombardo ed uno siciliano abbiano la stessa possibilità di cura.

Qual è il ruolo del farmacista nel supporto della corretta scelta del farmaco all’interno dei PTO (Prontuari Terapeutici Ospedalieri) e PTOR (Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali )?

Sono ruoli differenti, in quanto diversa è la finalità e diversi sono gli obiettivi. Infatti, nel PTOR il farmacista, assieme alle altre figure professionali, valuta se il farmaco è realmente innovativo, se questa scelta rientra nei criteri prefissati dall’apposita Commissione - ad esempio viene valutato il giudizio espresso dal NICE -, il numero, la qualità e l’incidenza delle sperimentazioni cliniche a supporto dell’autorizzazione all’immissione in commercio, che spesso è solo di “non inferiorità” rispetto ad altri già in commercio, la cui differenza sta nel prezzo più alto, etc;
Nel PTO, invece, vengono scelti, sempre assieme agli altri componenti la Commissione, quei farmaci che, a parità di efficacia, incidono sulla tenuta - per esempio si preferisce il farmaco che non va conservato a temperatura particolare -, sul confezionamento, sulla facilità di utilizzo per il malato e che sia economicamente più vantaggioso.

Nel Documento Programmatico SIFO, si accenna all’Health Technology Assessment (HTA): quale sarà il ruolo dei farmacisti ospedalieri?

Senz’altro un ruolo strategico. Tale attività è esercitata dal Farmacista Ospedaliero a diversi livelli: nelle Commissioni Terapeutiche per la stesura dei relativi prontuari terapeutici, nella elaborazione dei capitolati tecnici di gara, nella valutazione dei farmaci secondo il principio delle equivalenze terapeutiche, nell'informazione scientifica indipendente per assicurare scelte basate sull'Evidence Based Medicine, nella capacità di presentare i pro e i contro di un intervento terapeutico, nell'analisi delle richieste motivate dei medicinali ad alto costo, nell'elaborazione e diffusione di opportune reportistiche, nella collaborazione per la stesura di protocolli e linee guida, nella determinazione del prezzo massimo sostenibile per farmaci e soprattutto per dispositivi medici innovativi. La SIFO perseguirà nell’HTA, come in altri campi, obiettivi di ricerca e di studio nonché di aggiornamento e formazione. Per quanto riguarda la ricerca e lo studio, intendiamo incrementare e divulgare valutazioni di HTA sulle terapie farmacologiche e sui dispositivi medici, da rendere disponibili per i Soci e per i soggetti interessati. Per quanto riguarda la formazione, la nostra Società, ha già programmato due corsi annuali, per sessanta farmacisti, di tre interi giorni cadauno, per dare una formazione specifica a supporto delle scelte che saremo chiamati a fare in questo ambito.
Per rendere attuali, completi ed efficaci questi corsi, oltre all’Università, chiederemo la fattiva consulenza dell’AIFA e dell’Agenzia Regionale di Sanità.

Qual è il punto di vista del Farmacista Ospedaliero nel confronto/collaborazione Farmacista-Medico Chirurgo e Clinico in genere?

Da sempre, ognuno per le proprie competenze, esiste una costante fattiva collaborazione con i Medici che ha sortito risultati eccellenti soprattutto nel campo dell’informazione e documentazione sul farmaco nonché nell’ambito delle terapie personalizzate sia nutrizionali sia oncologiche. Questa collaborazione è destinata certamente ad essere più intensa e altamente proficua quando si realizzerà a pieno il “Farmacista di reparto”. Ci si aspetta ,infatti, una maggiore attività di farmacovigilanza e dispositivovigilanza, un più attento controllo e relativa riduzione del rischio clinico da farmaci e, dalla maggiore condivisione delle scelte , una attenzione più mirata e specifica sulle interazioni tra farmaci, specie nei pazienti trattati con politerapia.

Il 2009 è un anno segnato, a detta di molti, dalla crisi economica: quali dovrebbero essere, a suo avviso, come Segretario Nazionale della SIFO, gli strumenti che il Farmacista Ospedaliero dovrebbe avere per la gestione della spesa farmaceutica non focalizzata al solo costo del farmaco/device?

Direi che alcuni strumenti li abbiamo già citati, tipo i Prontuari Terapeutici, a cui si deve aggiungere certamente un Sistema Informatico e Informativo di qualità per l’elaborazione adeguata e tempestiva dei dati e la stesura e diffusione dei relativi Reports analitici. Anche la condivisione di percorsi terapeutici con i Clinici che permettano di utilizzare il Farmaco o il Dispositivo giusto, nella patologia giusta ,per il paziente giusto e al momento giusto, costituisce strumento e metodo valido per elevare il livello delle prestazioni e dei servizi erogati pur tenendosi all’interno della inevitabile compatibilità economica dettata dalla crisi in atto.

Quali aspettative occupazionali ci sono quest’anno e per il prossimo?

Considerato il momento attuale tendente ad una certa ripresa e che molti farmacisti, negli ultimi cinque anni, sono stati assunti con contratti a tempo determinato, si auspica che, quanto prima, si possano attivare i relativi concorsi e stabilizzare l’attività di assistenza farmaceutica che ogni giorno diventa sempre più specialistica.
Mi auguro anche che vengano definiti degli organici standard, per tipologie di Ospedali e di Servizi Territoriali, in rapporto all’attività effettivamente svolta.
Purtroppo, ad oggi, nella migliore delle ipotesi, si punta solamente ad assicurare il turnover e poco ascoltati restano gli appelli lanciati dalla nostra Associazione e dal Sindacato di categoria soprattutto per riempire i nuovi spazi occupazionali già individuati.

Le difficoltà di accesso alla professione da parte dei neo laureati. Il momento non è facile, certo. Che cosa ne pensa?

Perdurano le stesse difficoltà dell’ultimo quadriennio I farmacisti che oggi scelgono di fare questa professione, sono però avvantaggiati dal fatto che il nuovo ordinamento delle Scuole di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera, attivato proprio a partire da questo Anno Accademico, si articola su quattro anni e rientra a pieno titolo nell’Area Sanitaria. Questo comporta che circa il 70% della formazione avverrà nell’ambito dei vari ospedali e servizi farmaceutici territoriali che fanno parte della rete formativa , favorendo un primo vero contatto con il mondo del lavoro.

Come si prospetta l’evoluzione del Farmacista Ospedaliero nella realtà dei Servizi Sanitari Regionali?

Come un professionista serio e consapevole dei propri compiti, che deve sforzarsi, anche attraverso e con l’apporto della propria Società Scientifica, di fare in modo che i LEA possano essere usufruiti dai pazienti di tutte le regioni, allo stesso modo e per quanto possibile a casa propria.

Devolution, prontuari, nuova AIFA: come si immagina il ruolo della SIFO nella formazione del Farmacista Ospedaliero di oggi e di domani?

Il ruolo di tutte le Società Scientifiche, e quindi anche della SIFO, è quello di formare professionisti sempre più preparati, eticamente ineccepibili ed al servizio del malato. La formazione è uno dei pilastri della SIFO, perciò stiamo investendo ingenti risorse sia scientifico-culturali sia economiche in questo ambito. E’quello che abbiamo fatto recentemente per l’avvio del nuovo ordinamento delle scuole di specializzazione in Farmacia Ospedaliera, collaborando attivamente con le Istituzioni e con il Mondo Accademico, consapevoli del fatto che questo nuovo assetto consentirà di mettere a disposizione del SSN un numero congruo di Farmacisti specializzati, adeguatamente formati, tali da possedere competenze e conoscenze in grado di assicurare la massima qualità possibile dell’assistenza farmaceutica. Opereremo, inoltre, sempre a fianco delle Istituzioni coinvolte, per contribuire a migliorare il corso di Laurea in Farmacia soprattutto per gli aspetti relativi alla Farmacia Ospedaliera e alla Farmaceutica Territoriale. Stiamo lavorando per attivare nuovi Master e Scuole di Perfezionamento, a livello Universitario, per meglio approfondire gli aspetti più specifici e innovativi dell’essere Farmacista in una Società in continua evoluzione quale è la nostra.

Silvio Campione
 

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