Il botulino sconfiggerà anche l'emicrania

Medicina Generale | Redazione DottNet | 04/07/2009 15:02

Il botulino ''cambia faccia'' e da farmaco spiana-rughe il suo destino sembra quello di diventare una vera e propria cura, ad esempio, contro l'emicrania.

Siamo infatti già alle fasi finali di registrazione da parte dell'organo regolatorio Usa, la Food and Drug Administration, per la tossina botulinica proprio per questo uso. L'iter di registrazione di questa nuova indicazione per il botox potrebbe concludersi nei prossimi mesi. E' quanto riferito da Paolo Martelletti, direttore del centro di riferimento regionale per le cefalee presso l'ospedale di Roma Sant'Andrea. ''Una volta che l'iter di registrazione sarà concluso - ha detto l'esperto - il farmaco potrà essere disponibile per i milioni di persone che soffrono di emicrania. Oggi in Italia ci sono solo 4-5 i centri di eccellenza per la cura delle cefalee dove il farmaco è disponibile, noi lo somministriamo da 7-8 anni, ma quando sarà registrato tutti i pazienti che ne abbiano bisogno potranno riceverlo''. L'emicrania colpisce il 13% della popolazione, nel 4% dei casi si tratta di emicrania ricorrente o cronica, che compare cioè per 15 giorni al mese. I farmaci tradizionali e i comuni analgesici spesso rischiano di instaurare dipendenze farmacologiche nel paziente. Il botulino, spiega Martelletti, agisce in due modi contro l'emicrania, blocca la giunzione neuromuscolare e quindi previene la contrattura muscolare che è un fattore scatenante l'attacco, inibisce il peptide CGRP che è un potente vasodilatatore con un ruolo fondamentale nei meccanismi dell'emicrania. Il botox , oltre che a scopo estetico, già da tempo è adoperato per alcuni tipi di paralisi associate agli ictus e per curare gli spasmi muscolari. L'Italia nella ricerca sulle cefalee può vantare le sue eccellenze:la rivista 'The Journal of Headache and Pain', fondata in Italia nel 2000, è stata promossa dall'organo scientifico che valuta le riviste di settore e a tempi di record è divenuta una rivista mondiale di primo livello, con un 'impact factor' (numero medio di volte che viene citata in altri lavori) del tutto in linea con quello di altre riviste di fama internazionale. ''Abbiamo fondato la rivista perchè ci siamo resi conto che ben il 17% dei lavori scientifici sulle cefalee prodotti a livello mondiale erano a firma italiana'', ha spiegato Martelletti.

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