Milano, dal parrucchiere opuscoli su artrite reumatoide

Redazione DottNet | 07/07/2009 16:34

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Dal parrucchiere per informarsi sull'artrite reumatoide: una malattia al femminile, che colpisce le donne nel 75% dei casi. Fa tappa a Milano la campagna nazionale 'Articol-Azioni', con materiale divulgativo distribuito in 10 hair salon del capoluogo lombardo. Sotto la Madonnina si calcolano 22 mila pazienti, di cui 16 mila donne.

 

La campagna - promossa da Associazione nazionale malati reumatici (Anmar), Società italiana di reumatologia (Sir) e Fondazione italiana per la ricerca sull'artrite (Fira onlus), con il sostegno di Roche - prevede la diffusione gratuita del racconto 'La mia compagna di vita', liberamente ispirato alla storia di due pazienti che non si conoscono e non si sono mai incontrati, ma che senza saperlo hanno una compagna di vita in comune. L'iniziativa punta a sensibilizzare gli italiani sui problemi quotidiani causati da una malattia 'in rosa' che affligge 400 mila persone solo nella Penisola, con 12-24 mila nuovi casi ogni anno. Per rendere l'informazione più accessibile ai pazienti e ai loro familiari, sul sito www.articolazioni.it sarà possibile scaricare il racconto e consultare l'elenco degli hair salon che hanno aderito. "Per me, affetta da 44 anni - spiega Antonella Celano, presidente di Anmar - l'artrite reumatoide è davvero una compagna di vita, ma è anche qualcosa che fa parte di me e che, per continuare a vivere, ho dovuto quotidianamente imparare ad accettare. Ed è bene che cresca la consapevolezza dell'opinione pubblica su questa malattia che finisce per condizionare fortemente la qualità della vita di chi ne è affetto". L'artrite reumatoide, ricorda una nota, è una delle malattie autoimmuni più diffuse. "Eppure è ancora troppo spesso confusa con l'artrosi o altre malattie reumatiche - avverte Carlomaurizio Montecucco, presidente della Sir - e, se insorge in età avanzata,
interpretata erroneamente come un 'acciacco della vecchiaia' al quale rassegnarsi". Invece, la diagnosi precoce e l'avvio tempestivo di una terapia ad hoc sono cruciali. "Gli studi hanno dimostrato che nei pazienti trattati precocemente si assiste a una significativa
riduzione della progressione dei segni radiografici, e più del 50% dei pazienti può raggiungere una remissione stabile", sottolinea.