Farmaci, la crisi non tocca l'indotto

Aziende | Redazione DottNet | 07/07/2009 22:50

Buone notizie per l'indotto farmaceutico italiano nonostante la crisi: l'industria a monte della produzione di farmaci nel 2008 è cresciuto fra il 2 ed il 2,5 per cento per produzione, valore aggiunto e salari.

Una macchina da 61mila addetti e 11 miliardi di euro. Lo rivela l'Osservatorio Pharmintech che evidenzia solo un calo marginale dell'occupazione (-0,54 per cento) e un rallentamento frazionale degli investimenti (-0,65 per cento), dati che dimostrano che la crisi globale ha influenzato solo lievemente questo settore che ha reagito bene alle oscillazioni dei mercati internazionali. I fornitori anzi, continuano a esportare fino a più del 90 per cento del loro fatturato. In costante crescita anche il contoterzismo, che oggi incide in Italia per circa il 5 per cento del comparto dell'indotto nel suo complesso. Nel rapporto 2009 dell'Osservatorio, anche l'analisi dell'impatto economico a livello regionale dell'indotto farmaceutico. Con 16.176 addetti la Lombardia è la regione che ospita il maggior numero di realtà produttive, con un peso del 27 per cento a livello nazionale. Seguono Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, con quote vicine al 10 per cento. Lazio (8,7 per cento) e Toscana (6,4 per cento) sono le regioni più rappresentate del Centro, mentre a Sud prima è la Campania, con 2.835 addetti, pari al 4,7 per cento del totale nazionale.

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