Prima di reiterare la prescrizione di un farmaco ricorre l'obbligo di verificare la sussistenza di controindicazioni

Mariano Paternoster | 08/07/2009 09:42

Si tratta della condanna nei confronti di un medico ospedaliero, che seguiva un paziente affetto da rettocolite ulcerosa con terapia farmacologica già instaurata (a base di un farmaco dotato di effetti collaterali sulla funzionalità renale), per aver omesso di effettuare e/o di prescrivere esami ematochimici atti verificare la funzionalità renale, in tal modo cagionando una nefropatia.

La Sentenza (Cassazione Penale, Sezione IV, n. 46586 dell’1 dicembre 2004)
“L’avvertenza, esistente nel foglio illustrativo, di un uso cauto del farmaco nei pazienti nefropatici, con la manifesta indicazione di evitarne l’impiego nel soggetto con insufficienza renale, impone uno specifico, preventivo e periodico controllo della funzionalità renale (esami di laboratorio) onde verificare l’eventuale sussistenza di controindicazioni all'uso del farmaco”.

In sostanza, la Corte rilevava che l’imputato non poteva ignorare gli effetti nefrotossici del farmaco e, tuttavia, non aveva disposto esami ematochimici, disponendo di dati certamente datati e, quindi, non più significativi; il sanitario, in sostanza, non aveva prestato adeguata attenzione al rischio derivante dall’uso prolungato del farmaco omettendo quegli esami che, se tempestivamente effettuati, avrebbero consentito o di evitare l’insorgere della malattia o di limitarne le conseguenze negative.


 

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