Ue, troppi ostacoli dalle aziende contro i generici

Redazione DottNet | 08/07/2009 16:49

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Il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes attacca le case farmaceutiche europee, colpevoli di frenare la diffusione sul mercato dei farmaci generici che sono meno cari. I generici sono quei medicinali non più coperti da brevetto o da certificato di protezione complementare, che a differenza delle specialità medicinali, vengono commercializzati direttamente con il nome del principio attivo.

 ''Ci sono molti accordi che mi preoccupano perchè non vanno a vantaggio dei consumatori e dell'innovazione'', ha affermato la commissaria nel corso di una conferenza stampa. ''Non esiteremo ad applicare le norme antitrust nei casi in cui ritardi'' nell'immissione di generici sul mercato ''siano dovuti a pratiche lesive della libera concorrenza'', ha osservato. Il richiamo Ue arriva dopo i risultati di un'indagine secondo la quale, sulla base di un campione di medicinali che in 17 Stati membri dal periodo 2000-2007 hanno perso l'esclusiva, è stato riscontrato che i cittadini hanno dovuto attendere più di 7 mesi, dopo lo scadere del brevetto, per poter aver accesso ai medicinali generici più a buon mercato. Il ritardo, rileva l'antitrust Ue, ha comportato costi supplementari di un 20%. I medicinali generici in media sono meno cari degli altri del 40%, due anni dopo l'immissione sul mercato del prodotto originale. Stando all'inchiesta Ue, le aziende che producono gli originali usano una serie di strumenti per accrescere la vita commerciale dei loro prodotti il più a lungo possibile, bloccando così di fatto l'accesso dei generici.