Cancro al seno, un caso su tre è innocuo

Oncologia | Redazione DottNet | 10/07/2009 15:14

Una paziente su tre di quelle cui è diagnosticato un cancro al seno potrebbe in realtà avere una forma innocua di tumore e quindi potrebbe essere sottoposta a trattamenti non necessari perchè il suo tumore non gli procurerebbe problemi, in quanto rimarrebbe silente, senza sintomi e senza diffondere anche se non fosse curato.

 Lo rivela uno studio che ha preso in considerazione i dati sul cancro al seno di cinque paesi, svolto dal gruppo Nordic Cochrane Centre di Copenhagen e pubblicato sulla rivista British Medical Journal (BMJ). Il motivo di ciò è che il miglioramento dei programmi di screening per questo tumore che si è verificato in questi ultimi anni potrebbe aver portato a un eccesso diagnostico. Il tumore al seno, quello femminile più diffuso, colpisce 40 mila nuove donne l'anno e fa ancora 10 mila morti. La guaribilità dal 1950 ad oggi è passata da meno del 30% al 75-90% (massima per tumori scoperti quando sono di pochi centimetri). Negli anni 70 non c'era modo di scovare il cancro se non con la palpazione, oggi ci sono gli strumenti per ottimizzare la prevenzione e diagnosi precoce. Oggi circa il 35% dei cancri al seno viene scoperto quando è ancora non palpabile, attraverso il ricorso a esami strumentali. Sfortunatamente, ha spiegato Sarah Cant del Breakthrough Breast Cancer sentita dalla BBC online, al momento non è possibile capire quali tumori di quelli diagnosticati diverranno aggressivi e pericolosi, quali no, quindi la cosa migliore resta sottoporsi a screening periodici e massimizzare le chance di diagnosi precoce; i benefici della diagnosi precoce, ha concluso, comunque superano i rischi di trattare un tumore innocuo che non causerebbe alcun sintomo e non sarebbe a rischio.

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