Allarmismo su infezioni da lifting

Redazione DottNet | 05/08/2008 12:38

Allarme danni 'da lifting' negli Stati Uniti. Una pericolosa infezione batterica resistente ai farmaci sta facendo registrare sempre più casi nei pazienti che si sottopongono all'intervento di chirurgia plastica.

Il principale sospettato è stato fino a oggi lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina (Mrsa), che uno studio ora conferma essere il responsabile delle malattie. Gli studiosi hanno identificato, fra i 780 pazienti che tra il 2001 e il 2007 si sono sottoposti a lifting facciale, uno 0,6% di infezioni in corrispondenza del sito di incisione, pari a cinque casi, quattro dei quali provocati effettivamente dal Mrsa e tutti verificatisi nel 2006.
Ma il chirurgo plastico di Bologna Alessandro Gennai, componente della European Academy of Facial Plastic Surgery, commenta “Come spesso accade quando si parla di chirurgia estetica - si crea inutile allarmismo su notizie prive di un reale interesse. Lo Stafilococco Aureo è un batterio ubiquitario che si trova comunemente sulla cute, nella bocca e nella gola. In campo ospedaliero questi batteri (come molti altri) instaurano resistenze agli antibiotici e quindi infezioni da questi ceppi possono essere pericolose, in quanto difficilmente debellabili con i classici antibiotici. L'infezione da Stafilococco Aureo è sempre stata presente in campo ospedaliero e le normali procedure di pulizia e disinfezione nelle sale operatorie sono mirate a evitare proprio questo tipo di infezione". Che non è limitata ai soli interventi di lifting: "le norme che devono seguire i chirurghi plastici - assicura Gennai – sono le stesse che ogni chirurgo deve seguire nell'esecuzione di un intervento e possono essere riassunte in quattro punti: primo, controllare stato di salute del paziente e raccogliere una accurata storia personale; secondo, operare in ambiente chirurgico sterile, batteriologicamente controllato; terzo, eseguire un'accurata disinfezione della cute prima e dopo l'intervento; quarto, instaurare un'adeguata profilassi antibiotica peri e intrachirurgica.”
 

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