Farmaci, sono sempre più sintetici

Redazione DottNet | 11/07/2009 18:40

farmaci medicina

I farmaci basati su composti o molecole naturali (da piante o microrganismi, per esempio gli antibiotici) stanno diminuendo a dismisura a favore dei farmaci il cui principio attivo è una molecola sintetica, artificiale: dal 2001 al 2008 le sperimentazioni cliniche (test sui pazienti) di farmaci che includono molecole presenti in natura sono diminuite del 30%.

Lo spiegano sulla rivista Science Jesse Li e John Vederas dell'Università di Alberta a Edmonton, Canada secondo cui, però, i farmaci da molecole naturali riprenderanno piede grazie a nuovi strumenti per fare ricerca e scovare nuove molecole farmacologicamente attive presenti in natura. Erano i primi anni dell'800 quando un farmacista di 21 anni, Friedrich Sertürner, isolò il primo composto naturale puro farmacologicamente attivo, la morfina; da allora è stato un susseguirsi di scoperte di nuovi farmaci legati alla natura. Poi con la seconda guerra Mondiale fu la volta degli antibiotici, grazie alla scoperta di queste molecole nei microrganismi. Il numero di farmaci da composti naturali crebbe talmente che negli anni '90 ben l'80% dei medicinali si basava su molecole naturali o molecole 'copia' di quelle naturali. Antibiotici (penicillina, tetraciclina, eritromicina per esempio), antiparassitari (avermectina), antimalarici (chinina, artemisinina), farmaci per abbassare il colesterolo (lovastatina e analoghi), immunosoppressori per trapianti d'organo (ciclosporina, rapamicina) farmaci anticancro (taxolo) sono tutti basati su molecole naturali e hanno rivoluzionato la medicina moderna e allungato l'aspettativa di vita mondiale. Ma ora lo scenario è cambiato: le grosse case farmaceutiche tendono a fare poca ricerca su composti di origine naturale. Preferiscono basarsi sullo screening di molecole sintetiche perchè è più rapido e costa meno, portandoli a un prodotto finito in meno tempo, quindi a profitti più immediati. Ma l'età 'buia' dei farmaci naturali è destinata a finire, concludono gli esperti, risorse biologiche finora inesplorate diverranno accessibili dispiegando un nuovo universo di prodotti farmacologicamente attivi, metodi di isolamento dei composti di tipo robotico, ingegneria genetica e biologia sintetica (creazione di vita artificiale in laboratorio) dovrebbero invertire la rotta.