Nuova influenza, muore in Gran Bretagna paziente sano. Vaccino di massa

Medicina Generale | | 12/07/2009 20:25

La Gran Bretagna potrebbe lanciare già nei prossimi giorni una campagna di vaccinazione di massa contro la nuova influenza, il più vasto programma di questo tipo attuato nel Paese negli ultimi 50 anni.

 La possibilità si è concretizzata dopo la morte della quindicesima vittima della nuova influenza nel Regno Unito, ma la prima che non aveva disturbi gravi precedenti al contagio del virus H1N1. Un evento che ha alzato ulteriormente il livello di allerta e alimenta l'allarme già lanciato dal ministro della Sanità. Andy Burnham, già dieci giorni fa, aveva affermato che la Gran Bretagna è sull'orlo di un'epidemia e che entro la fine di agosto si potrebbero contare fino a 100.000 contagi al giorno. Le autorità sanitarie si sono così attivate per ottenere i permessi necessari per l'arrivo in Gran Bretagna di un nuovo vaccino, scrive il Sunday Times, che potrebbe essere somministrato a circa 20 milioni di persone entro la fine dell'anno. L'intenzione è comunque di avere a disposizione 90 milioni di dosi del medicinale e di estendere la vaccinazione fino ad interessare pressochè tutta la popolazione britannica. Mentre è in corso la compilazione di un elenco di pazienti ai quali dare la precedenza e per cui l'inoculazione del vaccino potrebbe anche avvenire negli ambulatori dei medici curanti. ''Se il virus dovesse mutare può diventare molto più pericoloso e l'idea è di renderne la gente immune. Non bisogna però - spiega al Sunday Times Peter Holden, responsabile della British Medical Association per la nuova influenza - sottovalutare l'aspetto logistico in un'operazione che riguarda 60 milioni di persone''. Le autorità contano sull'arrivo nel Paese del nuovo vaccino entro la fine della settimana, a quel punto il suo utilizzo potrebbe essere approvato anche in soli cinque giorni. Intanto si teme anche la paralisi del Paese nel caso di un' epidemia su vasta scala: rappresentanti dei ministeri competenti hanno tenuto una riunione d'emergenza da cui è emerso che più di un terzo dei settori principali non sarebbe pronto per reagire alla pandemia. In particolare, riporta l'Observer, si teme il caos per i trasporti, provocato dalle assenze sul lavoro, con conseguenze disastrose ad esempio per la rete della metropolitana di Londra.

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