Psoriasi: 2,5 milioni di italiani malati, pesa su SSN per 2,4 miliardi l'anno

Redazione DottNet | 05/08/2008 12:39

psoriasi ssn

La psoriasi rovina la vita di circa 2 milioni e mezzo di italiani, soprattutto donne. Compare in gioventù e dura tutta la vita, con costi totali per il SSN pari a 2,403 miliardi di euro l’anno.

Da un’indagine coordinata dal Dipartimento di dermatologia dell’università di Roma Tor Vergata, condotta in collaborazione con l’università di Pavia su circa 150 malati di psoriasi moderata o grave, arruolati in 6 centri lungo tutta la penisola, risulta che il costo medio di ogni paziente è di 8.372 euro. Ciò colloca la psoriasi al terzo posto, dopo i trapianti e l’insufficienza renale, nella classifica delle patologie con costi diretti più alti redatta dall’Asl di Pavia per l’anno 2006. Inoltre, l’obiettivo di intercettare tutti i pazienti offrendo loro una terapia su misura è ancora lontano. I risultati del progetto “Psoriasi on the road” – lanciato nel 2006 grazie a un’alleanza tra Adiposo e specialisti di Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri italiani) e Sidemast (Società italiana di dermatologia medica e chirurgica e malattie sessualmente trasmesse) – rilevano infatti che “il 40% dei malati di psoriasi non consulta alcun medico anche in caso di patologia grave”, avverte Torello Lotti, ordinario di dermatologia all’università di Firenze. Sempre il 40% non segue alcuna terapia supervisionata da medici o da centri specializzati – continua – e il 23,5% dei malati confessa addirittura di non assumere farmaci. Eppure, assicurano gli esperti, oggi grazie alla moderna ricerca biotecnologica è già concreta la possibilità di seguire un trattamento “al bersaglio”, più efficace e tollerato. Con i nuovi prodotti biologici “si apre una prospettiva nuova per i pazienti: una cura che faccia scomparire le lesioni cutanee e le manifestazioni collaterali più gravi tenendo sotto controllo la patologia per lunghi periodi di tempo e favorendo in questo modo la ripresa delle attività sociali e lavorative”.
Proprio per valutare l’impatto di questi medicinali, indicati per ora solo nei pazienti in cui i farmaci tradizionali hanno fallito, su iniziativa dell’Aifa sono nati dal 2005 i centri Psocare. Particolarmente diffusi nel Centro-Sud Italia, hanno arruolato finora circa 10mila malati.