Medici e operatori a giudizio per la morte di un feto a Trento

Redazione DottNet | 14/07/2009 08:53

Sei tra medici e operatori sanitari dell'ospedale Santa Chiara di Trento sono finiti a processo con l'accusa di aver violato l'articolo 17 della legge 194 che disciplina l'interruzione di gravidanza, provocando la morte di un feto alla 32/a settimana a causa di una serie di omissioni cliniche avvenute nell'ospedale trentino nel giugno 2006.

In quel periodo una donna residente in Valsugana si recò all'ospedale di Borgo allarmata dalla scarsa vitalità del bimbo che portava in grembo. Da Borgo la donna venne dirottata dapprima al San Camillo e da qui, in ambulanza, al Santa Chiara. I medici effettivamente constatarono uno scarso movimento fetale ma nonostante tre giorni di esami il feto morì. Secondo i genitori - che si sono avvalsi di una consulenza medica di parte - al Santa Chiara non venne effettuato uno specifico esame che avrebbe potuto accertare un sospetto attorcigliamento ombelicale che avrebbe provocato il decesso per asfissia. Di diverso avviso la procura che - anch'essa sulla base di una consulenza medica - ha chiesto nei mesi scorsi l'archiviazione delle posizioni degli indagati. Di diverso avviso il gip che, pur archiviando alcune posizioni, ha ritenuto di mandare a giudizio sei operatori medici.

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