INTOLLERANZA ALLE PROTEINE DEL LATTE VACCINO

Pio Vicinanza | 16/07/2009 12:40

Intolleranza alle proteine del latte di mucca

Si tratta di una vera e propria forma di allergia nei confronti delle proteine del latte vaccino (latte di mucca), soprattutto le lattoglobuline.
Colpisce una piccola percentuale di bambini (1% - 2%) normalmente nei primi tre mesi di vita e solo raramente dopo il 6° - 18° mese. I

Interessa principalmente i neonati nutriti con latti artificiali o quelli che passano dal latte materno al latte artificiale o al latte di mucca, ma è stata riscontrata, pur se raramente, anche nei bambini allattati al seno, in quanto proteine del latte vaccino possono passare nel latte attraverso l'alimentazione della madre.

 

SINTOMATOLOGIA

I sintomi sono diversi, possono coinvolgere diversi organi e apparati e comparire anche per dosi apparentemente insignificanti. Le reazioni possono essere immediate e ritardate.
Shock e angioedema sono le reazioni immediate più gravi e pericolose. Altre manifestazioni hanno invece un andamento più subdolo e cronico e sono più difficili da riconoscere e da interpretare.
Tra queste sono particolarmente frequenti l'orticaria e la dermatite atopica, i sintomi respiratori quali il sibilo asmatiforme, la dispnea, i raffreddori ricorrenti, il vomito persistente, le coliche intestinali e la diarrea che può essere anche molto grave, con perdite di sangue che possono portare a forme di anemia e ad un limitato accrescimento del bambino.
Terapia
Quando il bambino è alimentato ancora esclusivamente con il latte, il trattamento consiste semplicemente nel sostituire il latte vaccino con un prodotto alternativo.
I prodotti attualmente disponibili per la terapia dell'intolleranza al latte vaccino sono i latti a base di soia che contengono proteine vegetali derivate dalla soia e i latti a "idrolisi spinta" (Hypolac, Pregomin, ecc...) in cui le proteine vengono frammentate in porzioni molto piccole che risultano ben tollerate.
In generale il latte di soia rappresenta l'alimento meglio sperimentato e integrato dal punto di vista nutrizionale.
Per quanto riguarda i latti idrolizzati non esistono studi a lungo termine, ma generalmente consentono di ottenere un buon risultato terapeutico e un accrescimento soddisfacente.
In generale il latte di soia rappresenta l'alimento meglio sperimentato e integrato dal punto di vista nutrizionale.
Per quanto riguarda i latti idrolizzati non esistono studi a lungo termine, ma generalmente consentono di ottenere un buon risultato terapeutico e un accrescimento soddisfacente.
Quando il bambino ha già una alimentazione più varia è necessario rivedere la dieta in modo da eliminare non solo il latte ma anche tutti gli alimenti che contengono latte e suoi derivati anche in bassissima quantità, utilizzati ad esempio in certi processi produttivi.
La difficoltà in questo caso consiste nel fatto che a volte, proprio perché presenti in quantità limitatissima, la loro presenza non viene nemmeno indicata tra gli ingredienti del prodotto stesso (es: prosciutto cotto nel latte, insaccati, alcuni tipi di pane, dadi, caramelle, merendine, vari prodotti dietetici per bambini).
Questi alimenti potranno poi essere reinseriti gradualmente secondo le indicazioni del pediatra.
Una alternativa ai latti senza proteine al latte vaccino è il “latte d’asina” che più si avvicina come composizione chimica al latte materno

Alimenti con latte di mucca
Leggere l'etichetta.
L'unica soluzione possibile al problema dell'allergia al latte è eliminarlo dalla dieta insieme: ai latticini, ovvero i derivati del latte venduti freschi (yogurt, mozzarella, ricotta, caprino); ai derivati del latte (cioè tutti i formaggi in genere, la panna e il burro); ai prodotti a base di latte (gelati, creme e salse come la besciamella).
Il latte, però, può essere contenuto anche in prodotti "insospettabili". Per questo motivo, chi è allergico a questo alimento, prima di ingerire qualsiasi prodotto dovrebbe leggerne attentamente l'etichetta.
Ciò non è tuttavia sufficiente per mettersi al riparo da brutte sorprese. A volte, infatti, il latte può far parte di un altro ingrediente. In tal caso, se la sua quantità è inferiore al 25 per cento, la legge non prevede che la sua presenza debba essere riportata sull'etichetta..

Non esiste il vaccino.
Lo hanno confermato anche le recenti linee guida dell'Accademia di allergologia e immunologia clinica: a tutt'oggi non esiste alcun vaccino da prendere per bocca in grado di rendere tollerabile il latte.
Nessuno studio ha, infatti, dimostrato l'efficacia delle cosiddette "cure desensibilizzanti", che consistono nella somministrazione graduale di capsule contenenti latte in diluizioni sempre crescenti, allo scopo di abituare l'organismo a tollerare l'alimento.
Così per il momento, l'unica cura possibile in caso di allergia al latte rimane quella di eliminare tutti gli alimenti che lo contengono.
Così facendo, però, si priva dei principali alimenti che sono fonte di calcio, un elemento fondamentale per la salute delle ossa.

Dove trovare il calcio per chi è allergico al latte deve eliminare i latticini e tutti i derivati e i prodotti a base di latte?
Per rimediare a possibili fenomeni di carenza di questo minerale, è quindi opportuno incrementare il consumo di alimenti che sono ugualmente ricchi di calcio, ma che non contengono il latte, come per esempio: i calamari, le alici fresche, i gamberi, le sardine conservate sott'olio, i broccoletti, la cicoria, alcune acque minerali.
Se questo accorgimento non dovesse bastare, si dovrà ricorrere a integratori a base di calcio.
Il latte non si trova soltanto nei latticini. Infatti, può essere nascosto anche in altri alimenti assolutamente "insospettabili".
Per esempio, può essere presente (in tracce): nei salumi, come per esempio salsicce, salame e prosciutto cotto; negli hamburger; nelle salse; nella purea; nei gelati; in alcuni piatti già pronti, specie quelli (e sono i più diffusi) che contengono besciamella, panna oppure polvere di latte; nei farmaci che hanno, tra i componenti, derivati del latte (come per esempio il lattosio).
 

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