Contro l’Alzheimer si muove l’Ue

Neurologia | Redazione DottNet | 17/07/2009 17:16

Più cooperazione nella ricerca scientifica e nuove regole per garantire in tutta la Ue un maggiore rispetto dei diritti dei malati di Alzheimer, spesso vittime di abusi.

Sono i due principali elementi di un piano europeo che la Commissione Ue sta per presentare, che si propone di prevenire questa malattia e di contenerne i disagi per i malati. La malattia di Alzheimer, la più diffusa tra quelle senili, avanza nei Paesi industrializzati al ritmo di un nuovo caso ogni 71 secondi. Secondo dati del Cnr oggi in Italia sono circa 800.000 le persone colpite dalle demenze, con 97.000 nuovi casi l'anno. Di questi, fra il 40% e il 50% sono casi di Alzheimer. Già da una decina di anni la Commissione Ue è attiva nel contrasto all'Alzheimer e ad altre malattie analoghe, ma Bruxelles intende sollecitare gli Stati membri a fare di più e ad unire gli sforzi per prevenirne la diffusione e promuovere il benessere mentale. Secondo la Commissione, ciò è necessario anche per contenere i costi della malattia che pesano sui bilanci pubblici degli Stati membri in modo considerevole. Costi che sono destinati a gonfiarsi considerando l'aumento delle aspettative di vita e le statistiche che indicano in Europa un raddoppio del numero dei casi di Alzheimer ogni 20 anni.

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