Pillola del giorno dopo negata: sconcerta la decisione del farmacista romano

Silvio Campione | 17/07/2009 18:44

Sta destando sconcerto la decisione del farmacista di Fiumicino (vedere articolo nella parte dedicata alla rassegna stampa) di negare la pillola del giorno dopo per motivi di coscienza e regolarmente prescritta da un consultorio. E come sempre accade in casi del genere il fronte del no e del sì appare compatto nel difendere le proprie ragioni.

''Il ministro della salute intervenga'', chiede per esempio il senatore Ignazio Marino (Pd): ''Credo sia una vicenda incredibile: per l'Organizzazione mondiale della sanità - afferma Marino in una nota - la contraccezione di emergenza non si può ritenere, dal punto di vista scientifico, un aborto e quindi quale obiezione di coscienza può addurre un farmacista di fronte ad un farmaco regolarmente prescritto da un medico?''. Il senatore Pd chiede dunque ''come pensa di agire il ministro della Salute, nel caso del farmacista che aveva invece l'obbligo di fornire quanto indicato correttamente da uno specialista''. ''Sono sempre favorevole ad una discussione nella quale ogni posizione sia rappresentata e rispetto profondamente la visione etica di ciascuno. Ma in uno Stato laico - conclude Marino - i diritti di ognuno non possono prescindere da quelli di una persona che, sulla base della prescrizione del suo medico, richiede un farmaco. E se domani quel farmacista, per qualche motivo, decidesse di non vendere un farmaco salva-vita?''. Desta ''sconcerto l'ennesimo episodio di interruzione di un servizio pubblico a danno dei cittadini e, in particolare, delle donne - afferma Annalisa Chirico, segretaria dell'associazione Studenti Luca Coscioni -. Il diritto all'accesso alla contraccezione di emergenza - ha dichiarato Chirico in una nota - viene di nuovo calpestato da false obiezioni di (in)coscienza''.
L'associazione scienza & vita difende invece l'operato del farmacista obiettore. I presidenti Bruno Dallapiccola e Lucio Romano, a nome dell'associazione, ''esprimono solidarietà al farmacista che ha sollevato obiezione di coscienza per una pillola che, secondo quanto riportato nello stesso foglietto illustrativo, impedisce, tra l'altro, l'impianto in utero dell'embrione''. Secondo Scienza & vita, ''la 'pillola del giorno dopo' non è un farmaco 'curativo' nè 'salvavita', quindi deve essere assicurata al farmacista l'obiezione o l'opzione di coscienza nel pieno riconoscimento delle fondamentali norme costituzionali di garanzia''. Anche il Movimento per la vita difende il farmacista obiettore: ''Il Comitato nazionale di bioetica - ha spiegato Carlo Casini, presidente del movimento - ha riconosciuto la tesi che la pillola produce la morte dell'embrione eventualmente prodotto. Il solo dubbio di contribuire all'uccisione di un essere umano - ha concluso - può ragionevolmente e seriamente inquietare la coscienza del sanitario, medico e farmacista che sia''. Di parere opposto è il ginecologo e dirigente del partito radicale Silvio Viale: “La pillola del giorno dopo non è un abortivo, va abolita la ricetta''. ''Non c'è nessuna controindicazione, nemmeno se la donna fosse già incinta per rapporti precedenti - ha spiegato Viale - non è un abortivo perchè agisce prima che avvenga l'ovulazione''. Il ginecologo, favorevole all'abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo, ha concluso affermando che ''la ricetta è solo un adempimento burocratico che serve a far perdere ulteriore tempo. In molti paesi europei, ma anche negli Stati Uniti, infatti è stato deciso di rendere disponibile la pillola del giorno dopo tempestivamente senza ricetta''.

Silvio Campione
 

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