Medici dirigenti, il governo è incoerente sulle pensioni

Sindacato | Redazione DottNet | 18/07/2009 14:47

Il governo ''non ha un minimo di coerenza sul problema pensionistico''. Lo afferma Stefano Biasioli, presidente nazionale dell'Associazione sindacale dei medici dirigenti CIMO-ASMD.

 ''Il governo - rileva in una nota - ha allungato la vita lavorativa delle donne (1 anno ogni 2) e di tutti i lavoratori (3 mesi ogni 5), ma tre giorni dopo ha invece ripristinato la norma che rottama gli statali dopo 40 anni contributivi''. ''Per la terza volta in 12 mesi - denuncia Biasioli - ricompare la rottamazione dei medici con 58-60 anni. Manderanno così in pensione professionisti ancora giovani e valenti, per la formazione dei quali lo Stato ha però speso milioni di euro''. Duro il giudizio del presidente Cimo: ''Come al solito, perchè siamo in Italia, si salvano le lobby dei magistrati, professori universitari e dei primari. Per queste categorie non vale nè la genetica nè la regola pensionistica comune''. Biasioli annuncia dunque che ''i medici ed i dirigenti della pubblica amministrazione impugneranno il maxiemendamento in tutte le sedi istituzionali italiane ed europee'', con la richiesta della Cimo ''al Presidente Napolitano, a Schifani ed a Fini di non lasciar passare queste norme ingiuste, inique e incostituzionali''.

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