La dispepsia: questa sconosciuta

Giampaolo Bresci | 25/07/2009 16:04

Scopo dell'articolo è quelli di analizzare una patologia funzionale che determina alterazioni della motilia dell'apparato digerente tali da minare patololgie organiche e che rapppresenta una delle maggiori richieste da parte dei pazienti verso il medico. La dispepsia spesso è di non facile risoluzione terapeutica perche influenzata da fattori neuroormanali più che organici per cui è fondamentale nel migliorne i sisntomi  il sinergismo e la sintomia tra medico e paziente.

Dispepsia è un termine usato per indicare disturbi dell’apparato digerente da sempre maldefinito ma non per questo meno importante non solo per l’ impatto sociale e finanziario che comparta ma anche per il rischio che possa rappresentare la manifestazione di malattie organiche.
La letteratura stima la prevalenza della dispepsia tra il 20-40% con una media del 30% . E’ questo un dato sottostimato in quanto solo ¼ dei soggetti con dispepsia si rivolge al medico preferendo minimizzare il sintomo o praticare l’autotrattamento. Di questa minoranza il sesso femminile è il più rappresentato: 27% versus 23% del sesso maschile.Nonostante questa sottovalutazione le visite per dispepsia presso gli ambulatori dei medici di medicina generale sono il 10% di tutte le visite e ben il 40% di quelle per problemi gastroenterologici.La dispepsia rappresenta quindi un problema reale da affrontare quotidianamente e il sinergismo tra medico generico e specialista può sicuramente essere utile per ridurre i costi e migliorare la qualità di vita di questi soggetti.
La dispepsia determina costi elevati sia di tipo diretto che indiretto a carico della collettività e comunque mal definibili. I costi diretti includono le spese per il medico generico, l’intervento dello specialista, gli accertamenti diagnostici, i ricoveri ospedalieri, la terapia mentre quelli indiretti si riferiscono all’assenza dalla attività lavorativa e alla qualità di vita. Si calcola che ogni anno siano 75 milioni le visite per dispepsia , il 93% delle quali effettuate dal medico di medicina generale. Le spese sono valutabili nell’ordine dei 3 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi dei farmaci valutabili in 88 milioni di prescrizioni. I farmaci antiulcera, seguiti dai procinetici, sono i maggiormente utilizzati. Dall’analisi dei dati della letteratura i farmaci antiH2 e gli inibitori della pompa sono utilizzati con uso improprio nel 38% dei casi (prevalentemente nella variante simil-ulcera). A questi costi va aggiunta la problematica dell’H.p. la cui diagnosi (mediante EGDS, istologia, breath test, HPSO) se aggiunta alla terapia eradicante che viene consigliata nel 81% dei casi, supera 600 euro a paziente .Giova ricordare che non è stata stabilito in modo definitivo l'esistenza di un chiaro nesso tra H.p e i sintomi dispeptici.
I costi indiretti sono mal definibili tuttavia i lavoratori dispeptici, presentano un numero di giornate di assenza dal lavoro com¬plessivamente superiore a quelle accumulate dai colleghi che presentano sintomi differenti da quelli dispeptici. Il carico netto annuo di assenze dovuto a dispepsia è stato calcolato in circa 10 giorni annui.
E' necessario, pertanto, che il medico, ponga una maggiore attenzione al problema dei costi, degli accertamenti diagnostici e dalla terapia con¬sigliata.
Troppo spesso il termine "dispepsia" viene utilizzato in modo assai generico per indicare disturbi riferibili in generale a turbe dei processi digestivi.
Questo atteggiamemento è favorito anche dal fatto che spesso la sintomatologia è aspecifica, il percorso diagnostico lungo e non soddisfacente, spesso le strategie terapeutiche disponibili non sono in grado di risolvere il problema nella sua globalità.
Il medico deve essere in grado di differenziare la dispepsia fun¬zionale (o idiopatica) da quella -organica (o secondaria) tenendo in considerazione la possibilità, assai fre¬quente, della contemporanea presenza di alterazioni sia organiche che funzionali.
A causa della grande variabilità delle presentazioni cliniche e della multifattorialità etiopatogenetica, è stata proposta una classificazione della dispepsia funzionale in sottogruppi basati sulla diversa presentazione sintomatologica allo scopo di enucleare gruppi di pazienti con caratteristiche fisiopatologiche maggiormente omogenee. I sottogruppi che vengono comunemete identificati sono denominati:
-dispepsia simil-ulcerosa (ulcer-like dyspespia): se suggestiva per ulcera peptica dove il sintomo predominante è il dolore/fastidio ai quadranti superiori. Devono essere presenti almeno 3 delle caratteristiche seguenti: sede epigastrica, miglioramento con l'as¬sunzione del cibo o dopo l'assunzione di farmaci antisecretori, dolore/fastidio notturno, an¬damento periodico con remissioni e recidive.
-dispepsia simil-motoria (dysmotility like dyspepsia): se suggestiva per disturbo dello svuotamento gastrico in cui il sintomo predominante è il fastidio ai quadranti supe¬riori. Devono essere presenti almeno 3 dei sintomi seguenti: sazietà precoce, sensazione di ripienezza post-prandiale, nausea, conati e/o vomito, gonfìore localizzato ai quadranti superiori non accompagnato da evidente distensione addominale, fastidio aggravato dai pasti.
Le cause organiche della dispepsia possono essere molteplici e accanto alle patologie più comunemente co¬nosciute, quali la malattia peptica e le neopiasie dei tratto digestivo superiore, de¬vono essere incluse tra le cause organiche le malattie metaboliche, quali il diabe¬te, o sistemiche, quali le collagenopatie.
Il medico di medicina generale si configura come l'operatore che gestisce la maggior parte dei pazienti, dispeptici selezionando, tramite una valutazione clinica e l'uso di esami di prima istanza, i casi da inviare allo specialista, col quale collabora, provvedendo uno scambio di informazioni sui risultati ottenuti dai programmi elaborati .
Mentre è pratica consolidata il poter rimandare eventuali accertamenti diagnostici nei soggetti giovani che lamentano per la prima volta sintomi dispeptici con presentazione clinica non allarmante, è opportuno eseguire accertamenti nei soggetti che presentano segni suggestivi per possibile patologia organica (vedere Algoritmo).
I consigli dietetico-comportamentali devono sempre precedere l'eventuale prescrizione di una terapia medica ed, eventualmente, affiancarla. Va evidenziato tuttavia come la dispepsia non sia tanto legata al tipo di alimentazione ma piuttosto a come è, funzionalmente, l’appato digerente nel momento in cui si introduce quel tipo di alimento
Il trattamento farmacologico mediante l’mpiego empirico di procinetici, antidopaminergici , neurolettici e anti segretivi gastrici è indicato quando la qualità di vita del paziente risulta condizionata dalla sintomatologia, nonostante le rassicurazioni sulla natura non organica dei sintomi .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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