Convegno: Parkinson, presentati gli studi sul Pramipexolo

Medicina Generale | Redazione DottNet | 04/09/2008 16:16

Si profila un nuovo approccio terapeutico contro la progressione clinica del morbo di Parkinson. Il trattamento con il pramipexolo negli stadi precoci della malattia ha sortito, infatti, benefici clinici in almeno il 50% dei pazienti curati con il medicinale. Al 12/o Congresso dell'European Federation of Neurological Sciences (Efns), tenutosi a Madrid dal 23 al 26 agosto, sono stati presentati i dati degli ultimi studi con pramipexolo nella cura della malattia: i benefici clinici del trattamento precoce e la gestione dei sintomi depressivi.

''Nello studio Calm-Pd - ha dichiarato in una nota la ditta farmaceutica Boehringer Ingelheim - sono stati randomizzati 301 pazienti sottoposti a terapia con pramipexolo o levodopa. Dopo 4 anni si è visto che la terapia iniziale con pramipexolo aveva ridotto il rischio di sviluppare discinesie (ovvero movimenti involontari frammentari e incompleti, essi stessi di per se' assai invalidanti) di oltre il 50% rispetto ai pazienti che avevano ricevuto levodopa come terapia iniziale''. Commentando gli studi, il professor Anthony Schapira, professore di neurologia al National Hospital and Royal Free Hospital di Londra, ha detto: ''Il dibattito su quando e come curare i pazienti negli stadi precoci della malattia di Parkinson è ancora aperto''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato