Convegno: Gli italiani snobbano la dieta mediterranea

Redazione DottNet | 04/09/2008 16:19

In calo il consumo di pane, frutta, verdura e olio d'oliva mentre aumentano i consumi di grassi e calorie: ben 6 famiglie italiane su 10 hanno cambiato nell'ultimo anno le proprie abitudini alimentari a discapito della salute, in particolare di quella del cuore. Viene da Monaco di Baviera, dove 35 mila cardiologi di tutto il continente prendono parte al Congresso annuale della Società Europea di Cardiologia (Esc), la denuncia che proprio in Italia la dieta mediterranea sembra segnare il passo ed è sempre più snobbata.

E da Monaco, nel giorno d'apertura dei lavori congressuali, viene anche l' appello di Roberto Ferrari, primo italiano alla guida della Società Europea di Cardiologia (Esc) : ''Basta con gli attacchi alla dieta mediterranea - dice -, torniamo alla sana alimentazione 'made in Italy' ''. Ma perchè questo accade? E' colpa dei rincari? ''Forse - risponde Ferrari - ma non solo. Lo dimostra una recente indagine della Fao: negli ultimi 45 anni la dieta mediterranea è stata gradualmente abbandonata proprio nei suoi luoghi di origine. Un vero peccato - commenta il professore - perchè mangiar sano è il modo più efficace, per mantenersi in salute'' e prevenire così le malattie cardiovascolari e non solo quelle. In Italia si stimano circa 15 milioni di ipertesi, 3 milioni di diabetici e 4 milioni di cardiopatici. Un cittadino su 5 ha valori di colesterolo troppo elevati. In questa situazione, proprio per rafforzare le evidenze scientifiche e migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini su questo tema nasce in Italia il primo 'Osservatorio per la valorizzazione della dieta mediterranea'. ''Una struttura permanente, con una sede messa a disposizione dalla Regione Sicilia, partner del progetto che coinvolgerà le più rilevanti discipline'', continua il prof. Ferrari, che del comitato scientifico dell'Osservatorio è presidente. Oltre a cardiologia, saranno coinvolte anche oncologia e diabetologia, ma anche le malattie metaboliche e la pediatria. ''Perchè questo regime alimentare - insiste Ferrari - è davvero l'arma vincente per la prevenzione delle patologie cosiddette 'figlie del benessere' ''. L'Osservatorio, che avrà un sito dedicato (www.dietamediterraneaesalute.org) e sarà operativo da metà settembre, prevede la partecipazione di alcuni fra i più autorevoli esperti italiani. ''La prima iniziativa - aggiunge il prof. Ferrari - sarà la definizione di 'Raccomandazioni su alimentazione e salute': un documento condiviso che conterrà analisi retrospettive sugli studi pubblicati e interventi degli esperti per mettere in evidenza i benefici della dieta mediterranea rispetto alle altre. Un ruolo di eccellenza che ci auguriamo verrà riconosciuto anche dall'Unesco'', ha sottolineato il cardiologo italiano ricordando la petizione, cui ha aderito anche l'Italia, con cui si richiede che la dieta mediterranea diventi 'patrimonio dell'umanità. ''Ci adopereremo per portare avanti questa causa - conclude Ferrari - su cui l'Unesco si pronuncerà nel maggio 2009''.

 

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