agopuntura ed omeopatia

Medicina Generale | | 15/08/2009 15:36

Osservazioni su agopuntura ed omeopatia
L’agopuntura è l’omeopatia per i medici tradizionali sono spesso delle sconosciute non avendo la maggior parte di noi le nozioni di base per poterle comprendere nella loro essenza per cui, avendole studiate un pò, anche se in un passato ormai non recente, vorrei fare alcune considerazioni in proposito:
l’omeopatia è europea, tedesca per la precisione ed è dovuta all’idea di un medico di base un certo Hahnemann (1785-1843) che si inventò una scienza tutta sua a partire dall’osservazione che i lavoratori della china usata per curare la malaria ammalavano di una malattia simile alla malaria stessa; dedusse pertanto che il farmaco simile (l’omeo, appunto) cura la malattia simile (il pathos), da qui il termine omeopatia, teorizzando poi che la diluizione progressiva di un principio attivo mediante agitazione potesse liberare una certa energia che è alla base dell’effetto terapeutico, ad una maggiore diluizione corrisponderebbe pertanto una maggior efficacia. In base a quanto ora esposto se uso un farmaco omeopatico alla 10CH, vuol dire che uso un prodotto il cui principio attivo viene diluito 100 volte x 10 volte (cioè 1000 miliardi di volte e le diluizioni in omeopatia possono essere molto superiori), devo però dedurre che a forza di diluire, avendo superato il numero di Avogadro, non troverò nel soluto più alcuna traccia della sostanza originaria e devo credere, se mi fido, che l’effetto terapeutico debba essere dovuto all’energia liberata durante la agitazione del prodotto (è la così detta memoria dell’acqua), paradossalmente quindi un prodotto omeopatico, al contrario di quanto avviene nella medicina tradizionale, tanto più viene diluito tanto più dovrebbe risultare efficace.
L’agopuntura ha invece un’origine molto più antica e fa parte della cultura orientale: si basa sulla quasi esclusiva terapia esterna (gli aghi o la moxa riscaldante messi sulla cute) il cui principio terapeutico è essenzialmente quello di interferire sulla circolazione del calore che dagli organi interni si proietta sulla cute e circola secondo vie prestabilite dette meridiani. Anche in questo caso molto attiene alla sfera della non scienza ed in una recente pubblicazione fatta su un giornale specializzato (Clinical Journal of Pain 24(2) 98-105, Febbraio 2008) si dimostra che nella profilassi dell’emicrania l’agopuntura simulata fatta cioè senza criterio alcuno produce gli stessi effetti di quella vera ….
Tuttavia l’agopuntura è insegnata in molte università e numerose riviste anche prestigiose, come ad esempio The Lancet Neurology, ne riconoscerebbero l’efficacia;
L’omeopatia non può assurgere invece a questi riconoscimenti, lo stesso Lancet, prima citato, pubblica di recente uno studio che assimila gli effetti dell’omeopatia a quelli del placebo, (The Lancet - Vol. 2 - N. 6 Novembre - Dicembre 2006).
E’ interessante notare, in base a quanto appena esposto che le due discipline, seppur molto diverse fra loro qualche aspetto in comune possono averlo in relazione alla l’attenzione per gli aspetti energetici nella terapia delle varie patologie: la prima libererebbe energia dallo scuotimento molecolare durante la diluizione, la seconda incanalerebbe e modulerebbe con gli aghi l’energia circolante sul e nel nostro corpo.
Nella medicina tradizionale, invece, l’attenzione all’energia è minima e, seppure la medicina moderna la utilizzi spesso per azioni diagnostiche o terapeutiche (vedi la laser terapia o la magneto-terapia oppure la risonanza piuttosto che la scintigrafia o la pet o una semplice radiografia), la usa solo con fini meccanici, come mezzo, il principio è ancora quello di azione e reazione non quello energetico quantistico.
Nella medicina para ufficiale infine, si sta invece sviluppando un nuovo approccio di diagnosi e terapia elaborato nella teoria epigenetica teorizzata da un professore di biologia americano, un certo Bruce Lipton, nella quale si ipotizzano nuove ipotesi etiopatogenetiche di tipo energetico che utilizzano metodiche analitiche basate sul nuovo linguaggio proprio della fisica quantistica (mentre la medicina tradizionale si esprimerebbe, a detta dello stesso Lipton, ancora con il linguaggio meccanicistico di azione e reazione della fisica tradizionale). Vengono pertanto analizzati i diversi stimoli ambientali ed i diversi messaggi che arrivano dall’ambiente: qualsiasi interazione fra l’uomo e l’ambiente o con gli altri uomini avviene per scambio di messaggi che sono suoni, pensieri e contatti interrelazionali che costituirebbero tutti scambi energetici cioè onde (elettromagnetiche, radioattive, di calore ecc..) misurabili…; così la malattia, secondo le ipotesi stabilite dall’epigenetica, potrebbe essere dovuta ad uno scambio energetico anomalo ed addirittura le
stesse variazioni genetiche potrebbero essere dovute ad influenze che l’ambiente attua nei confronti di alcune sostanze proteiche che aiutano il DNA ad esprimersi
 

Osservazioni su agopuntura ed omeopatia
L’agopuntura è l’omeopatia per i medici tradizionali sono spesso delle sconosciute non avendo la maggior parte di noi le nozioni di base per poterle comprendere nella loro essenza per cui, avendole studiate un pò, anche se in un passato ormai non recente, vorrei fare alcune considerazioni in proposito:
l’omeopatia è europea, tedesca per la precisione ed è dovuta all’idea di un medico di base un certo Hahnemann (1785-1843) che si inventò una scienza tutta sua a partire dall’osservazione che i lavoratori della china usata per curare la malaria ammalavano di una malattia simile alla malaria stessa; dedusse pertanto che il farmaco simile (l’omeo, appunto) cura la malattia simile (il pathos), da qui il termine omeopatia, teorizzando poi che la diluizione progressiva di un principio attivo mediante agitazione potesse liberare una certa energia che è alla base dell’effetto terapeutico, ad una maggiore diluizione corrisponderebbe pertanto una maggior efficacia. In base a quanto ora esposto se uso un farmaco omeopatico alla 10CH, vuol dire che uso un prodotto il cui principio attivo viene diluito 100 volte x 10 volte (cioè 1000 miliardi di volte e le diluizioni in omeopatia possono essere molto superiori), devo però dedurre che a forza di diluire, avendo superato il numero di Avogadro, non troverò nel soluto più alcuna traccia della sostanza originaria e devo credere, se mi fido, che l’effetto terapeutico debba essere dovuto all’energia liberata durante la agitazione del prodotto (è la così detta memoria dell’acqua), paradossalmente quindi un prodotto omeopatico, al contrario di quanto avviene nella medicina tradizionale, tanto più viene diluito tanto più dovrebbe risultare efficace.
L’agopuntura ha invece un’origine molto più antica e fa parte della cultura orientale: si basa sulla quasi esclusiva terapia esterna (gli aghi o la moxa riscaldante messi sulla cute) il cui principio terapeutico è essenzialmente quello di interferire sulla circolazione del calore che dagli organi interni si proietta sulla cute e circola secondo vie prestabilite dette meridiani. Anche in questo caso molto attiene alla sfera della non scienza ed in una recente pubblicazione fatta su un giornale specializzato (Clinical Journal of Pain 24(2) 98-105, Febbraio 2008) si dimostra che nella profilassi dell’emicrania l’agopuntura simulata fatta cioè senza criterio alcuno produce gli stessi effetti di quella vera ….
Tuttavia l’agopuntura è insegnata in molte università e numerose riviste anche prestigiose, come ad esempio The Lancet Neurology, ne riconoscerebbero l’efficacia;
L’omeopatia non può assurgere invece a questi riconoscimenti, lo stesso Lancet, prima citato, pubblica di recente uno studio che assimila gli effetti dell’omeopatia a quelli del placebo, (The Lancet - Vol. 2 - N. 6 Novembre - Dicembre 2006).
E’ interessante notare, in base a quanto appena esposto che le due discipline, seppur molto diverse fra loro qualche aspetto in comune possono averlo in relazione alla l’attenzione per gli aspetti energetici nella terapia delle varie patologie: la prima libererebbe energia dallo scuotimento molecolare durante la diluizione, la seconda incanalerebbe e modulerebbe con gli aghi l’energia circolante sul e nel nostro corpo.
Nella medicina tradizionale, invece, l’attenzione all’energia è minima e, seppure la medicina moderna la utilizzi spesso per azioni diagnostiche o terapeutiche (vedi la laser terapia o la magneto-terapia oppure la risonanza piuttosto che la scintigrafia o la pet o una semplice radiografia), la usa solo con fini meccanici, come mezzo, il principio è ancora quello di azione e reazione non quello energetico quantistico.
Nella medicina para ufficiale infine, si sta invece sviluppando un nuovo approccio di diagnosi e terapia elaborato nella teoria epigenetica teorizzata da un professore di biologia americano, un certo Bruce Lipton, nella quale si ipotizzano nuove ipotesi etiopatogenetiche di tipo energetico che utilizzano metodiche analitiche basate sul nuovo linguaggio proprio della fisica quantistica (mentre la medicina tradizionale si esprimerebbe, a detta dello stesso Lipton, ancora con il linguaggio meccanicistico di azione e reazione della fisica tradizionale). Vengono pertanto analizzati i diversi stimoli ambientali ed i diversi messaggi che arrivano dall’ambiente: qualsiasi interazione fra l’uomo e l’ambiente o con gli altri uomini avviene per scambio di messaggi che sono suoni, pensieri e contatti interrelazionali che costituirebbero tutti scambi energetici cioè onde (elettromagnetiche, radioattive, di calore ecc..) misurabili…; così la malattia, secondo le ipotesi stabilite dall’epigenetica, potrebbe essere dovuta ad uno scambio energetico anomalo ed addirittura le
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