Da studio italiano nuove speranze contro malattie tiroide

Redazione DottNet | 24/08/2009 15:20

E' nei messaggi che arrivano dal cuore delle cellule il segreto per capire le cause di malattie della tiroide come l'ipertiroidismo e il gozzo.

Un gruppo di scienziati italiani ha deciso di 'ascoltarli' e ha scoperto che una famiglia di recettori (GPCR), particolari interruttori in grado di attivare un ormone che stimola la tiroide (Tsh), continua a funzionare anche quando, a seguito di una stimolazione prolungata, si trasferisce
dalla superficie all'interno delle cellule. Finora si pensava che con questo 'trasloco' i recettori venissero disattivati, ma i ricercatori dell'università degli Studi di Milano e dell'Istituto auxologico italiano hanno scoperto che non è così.
Il loro studio, condotto in collaborazione con le università di Würzburg (Germania) e di Genova e pubblicato su 'PlosBiology', dimostra che il recettore per l'ormone tireostimolante (Tsh), presente sulla superficie delle cellule tiroidee, continua a trasmettere il suo
segnale anche all'interno della cellula. E si tratta di un messaggio diverso e prolungato che produce effetti specifici. Gli autori della ricerca pensano che questo trasloco dei recettori all'interno delle cellule possa fornire un meccanismo di memoria, attraverso il quale una cellula può protrarre la risposta a una determinata sostanza anche dopo il suo allontanamento.
Inoltre, il trasporto di recettori attivi all'interno della cellula potrebbe permettere di raggiungere bersagli lontani dalla superficie cellulare, come il nucleo. Lo studio dei ricercatori meneghini aggiunge un'informazione chiave per chiarire come si instaurano alcune malattie della tiroide, quali appunto l'ipertiroidismo e il gozzo, caratterizzate da una persistente attivazione del recettore del Tsh, e apre la strada all'identificazione di nuove terapie.
 

 

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