Governo, ecco il piano anti-pandemia: precedenza alle vaccinazioni

Tania Vuoso | 04/09/2009 12:01

Il ministero della Salute sta pensando di posticipare la vaccinazione stagionale per evitare contrapposizioni con quella legata al virus dell'influenza A. Lo ha affermato il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio. Che ha aggiunto: “nelle due fasi il piano di vaccinazione riguarderà il 40% della popolazione cioè circa 24 milioni di persone.

Un capitolo a parte è rappresentato dalle donne incinte e dalla popolazione tra i due e i 18 anni di età, su cui ''i test sono ancora incompleti. Abbiamo incaricato - ha detto Fazio - l'Istituto superiore di sanità di eseguire uno studio ad hoc su queste categorie''. “I vaccini saranno a carico delle strutture pubbliche - precisa Fazio – E’ stato infatti firmato un accordo quadro con i medici di famiglia e i pediatri grazie al quale potranno collaborare al piano vaccinale su richiesta delle regioni''. Il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri, sottolinea Fazio, ''non sarà solo sui vaccini ma anche sul trattamento e riconoscimento del virus''.
Nella prima fase, la priorità per la somministrazione del vaccino contro l'influenza A sarà data agli appartenenti ai servizi essenziali. Il piano pandemico messo a punto dagli esperti e che sarà trasmesso alle Regioni, sempre secondo le fonti, prevede che a partire dalla metà di ottobre dovranno infatti essere vaccinati tutti gli appartenenti ai servizi essenziali: militari e forze di polizia, dunque, ma anche medici, vigili del fuoco, personale di aziende che garantiscono servizi pubblici in modo da garantire il funzionamento dello Stato anche in caso di emergenza. Solo quando tutti gli appartenenti a questi servizi saranno immunizzati si procederà a somministrare il vaccino alla popolazione. Al termine della profilassi - prevista in due fasi, la prima da metà ottobre a dicembre, la seconda tra gennaio e febbraio - sarà stato vaccinato circa il 40% della popolazione. Su questo problema scendono in campo anche i geriatri: “Occorre vaccinare subito le persone dai 65 anni in su che soffrono di malattie croniche ''pneumo-cardio-metaboliche'' o che già sono prese in carico dalle residenze sanitarie assistenziali. E pure gli 'over 85', anche se in buona salute. E' la richiesta avanzata dalla Sigg (Società italiana di Gerontologia e Geriatria) al viceministro della Salute Ferruccio Fazio per fronteggiare l'arrivo dell'influenza A. In una lettera al titolare della Salute, Niccolò Marchionni, ordinario di Geriatria dell'Università di Firenze e presidente della Sigg, sottolinea come gli anziani siano colpiti ''in numero inferiore rispetto ai più giovani, ma esposti a maggiori rischi di complicanze anche potenzialmente fatali'', così come dimostrano ''i dati epidemiologici internazionali'' sulla pandemia. Dati che dimostrano anche come ''pur nella dimensione pandemica'' del virus H1N1, le caratteristiche dell'influenza A siano ''sostanzialmente simili a quelle osservate nelle epidemie influenzali stagionali''. Contro la ''fragilità'' dei soggetti anziani e già malati, quindi, la Sigg propone di includerli tra ''i soggetti da sottoporre con maggiore urgenza a vaccinazione anti-H1N1''. Ma i geriatri suggeriscono anche di includere nella lista i ''pazienti molto anziani'', anche quando ''apparentemente in buono stato di salute''. Proposta che, ''per quanto inizialmente onerosa per il Sistema Sanitario Nazionale'' alla fine sarebbe efficace guardando a costi e benefici perchè non solo riduce ''il rischio e le sofferenze connesse con lo sviluppo di malattia'' ma anche ''la possibile necessità di ospedalizzazione di questa fascia di popolazione particolarmente fragile''. Intanto per fronteggiare un'eventuale pandemia autunnale il ministero della Salute ha messo in piedi 4 tavoli di lavoro. Uno sulla scuola, d'intesa con il ministero dell'Istruzione, uno sui farmaci antivirali, il terzo con i medici di famiglia e rapporti con le regioni e il quarto sulla polmonite. Riguardo a quest'ultimo il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio ha precisato che ''si sta valutando l'ipotesi di creare delle linee guida per fare in modo che i responsabili sanitari riescano a riconoscere quei casi legati all'influenza A che si trasformano in polmonite''. Il vice ministro ha inoltre annunciato che sarà presto attivo un call center per i medici di guardia per aggiornarli costantemente sulla situazione.
''Il piano presentato dal Governo per fare fronte all'emergenza dell'influenza A appare per ora incompleto rispetto ai potenziali rischi che correremo''. Lo ha dichiarato il senatore del Partito Democratico, Ignazio Marin. ''La vaccinazione sarà avviata solo a novembre - ha commentato Marino - con grave ritardo rispetto agli altri Paesi. La campagna di informazione sulla prevenzione non è operativa e non ci sono regole precise per le scuole. Mancano piani di emergenza e Il Governo - ha spiegato - non dice in che modo prevede di fare fronte ad un problema che non è solo sanitario ma di ordine pubblico''. ''Gli Usa - ha continuato il senatore del Pd - hanno stanziato fondi per la prevenzione e per la vaccinazione. La Francia ha stanziato 1,1 miliardi di euro solo per il vaccino, mentre sulla chiusura delle scuole decideranno i prefetti e le lezioni continueranno online. In Germania e in Gran Bretagna la vaccinazione dovrebbe partire a ottobre''. ''Dal ministero della Salute - ha concluso Marino - servirebbe un decreto, un atto di indirizzo a livello nazionale, non delle raccomandazioni''.
''Secondo stime dell'Istituto Superiore di Sanità questo tipo di vaccinazione dovrebbe eradicare la pandemia entro aprile 2010'': ma, secondo Fazio, si tratta solo di stime.
Il virus, dunque, avanza anche se lentamente. Ma l'influenza A nei prossimi mesi si presenterà in forma massiccia anche in Italia. Il picco è previsto sotto Natale, fra il 18 dicembre e il 18 gennaio, quando potrebbero finire a letto 3 milioni di persone. La pandemia comunque ''non è grave e il virus è un mese più lento del previsto'', assicura il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio. E non è in programma ''nessuna chiusura generalizzata delle scuole'', ma solo ''chiusure mirate''. Attualmente i casi certificati a livello nazione sono circa 2 mila, ma quando raggiungerà l'apice, il numero di malati andrà da un milione e mezzo a tre milioni per 15 giorni di malattia. Mentre anche l'Europa di muove e per il 12 ottobre è fissata una riunione a Bruxelles i ministri della Sanità Ue, in Italia il ministero si sta attrezzando per affrontare la situazione e ha riunito l'unità di crisi. Uno degli aspetti più delicati riguardava appunto la scuola: uno slittamento dell'apertura o una chiusura a tappeto, al momento è esclusa. ''Faremo solo chiusure mirate'', ha detto oggi Fazio. La misura potrebbe scattare se si verificassero almeno tre casi in contemporanea e si valuterà ''se chiudere una singola classe o tutta la scuola''. Tra le ipotesi emerse nella riunione c'è quella, però, di allungare per gli studenti le vacanze natalizie, in concomitanza con il picco dell'infezione. Un'idea che non convincerebbe del tutto il ministero guidato da Maria Stella Gelmini. In ogni caso la commissione composta anche da rappresentanti del ministero dell'Istruzione si occuperà di gestire tutti questi aspetti. Va detto che proprio la popolazione in età scolare rappresenta una delle fasce a rischio. Quanto al piano vaccinale, e' stato sostanzialmente confermato. Anzi, potrebbe scattare prima del 15 novembre, giorno indicato come data ufficiale d'avvio. E, in due fasi, riguarderà il 40% della popolazione, cioè circa 24 milioni di persone. La vaccinazione per la normale influenza stagionale potrebbe essere posticipata, per partire subito con quella contro l'AH1N1. ''I costi del vaccino, circa 800 milioni, li coprirà il governo'', dice Fazio. Il timore era che si attingesse al fondo per la farmaceutica già destinato alle Regioni. ''I contratti con le case farmaceutica li fa il governo e come controparte li onorerà: ci è stato ribadito'', ha fatto sapere Enrico Rossi, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità. Si sta lavorando, infine, a una campagna di comunicazione. A coordinarla sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Previsti spot in tv e sui giornali. Ogni 15 giorni si verificherà se e come le fasce della popolazione siano state informate.
 

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