Sciopero medici, sarà un ottobre caldo

Medicina Generale | Redazione DottNet | 11/09/2008 16:23

Con tre giorni di sciopero annunciati per ottobre, una manifestazione nazionale a Roma e lo stop agli straordinari, che potrebbe far saltare oltre 100.000 interventi chirurgici al giorno, quello alle porte si preannuncia un Autunno caldo per la sanita' italiana. I medici del Servizio sanitario nazionale, infatti, nonostante la firma del contratto di categoria lo scorso luglio, hanno ancora tanto da rivendicare e fanno richieste precise al governo e al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

Chiusa la 'partita' contrattuale, i sindacati medici restano sul piede di guerra perche', spiegano, ''non abbiamo sinora avuto risposte concrete su alcuno dei punti ancora aperti''. Ed anche la sanita' privata e' in fermento: uno sciopero nazionale e' previsto per il 18 settembre per protestare contro il mancato rinnovo contrattuale. Ma quali sono i fronti del contrasto? Ad essere respinta al mittente e', innanzitutto, la manovra economica varata: ''E' previsto un consistente taglio ai fondi per la sanita' pubblica - afferma il segretario nazionale della Fp-Cgil Medici Massimo Cozza - che le Regioni stimano in circa 6,5 mld, e vi sono anche indicazioni per un taglio del personale e dei servizi da concordarsi con le Regioni entro il 31 ottobre. Tutto cio' portera' ad un impoverimento del Ssn e come sindacati non siamo stati minimamente ascoltati''. Da qui la richiesta a Sacconi: ''Bene la preannunciata apertura di tavoli di confronto specifici, ma non ci accontenteremo. Lo sciopero sara' scongiurato - annuncia Cozza - solo a fronte di fatti concreti''. E attende risposte dal ministro anche il segretario dell'Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti, Carlo Lusenti: ''Le nostre iniziative di protesta non saranno ritirate se governo e ministro continueranno ad avere un atteggiamento di negazione del confronto. Il fatto - incalza - e' che non ci sono relazioni sindacali perche' il ministro continua a tenerci le porte chiuse''. E sul tavolo, appunto, varie sono le questioni calde irrisolte: ''Resta il nodo del finanziamento del secondo biennio economico del contratto, per il 2008 e 2009'', ricorda Lusenti. Ed ancora aperta e' pure la questione dei riposi dopo i turni di lavoro notturni: i sindacati chiedono una regolamentazione definitiva, avendo gia' annunciato dei ricorsi in merito alla Corte Europea e alla Corte Costituzionale. Altro punto contestato, sempre previsto dalla manovra, e' la ribattezzata 'rottamazione dei primari': dopo 40 anni di contribuzione, la direzione sanitaria puo' infatti prevedere il pensionamento dei primari. In questo modo, affermano i medici, ''si impoverisce la professionalita' del SSn con un grave rischio di dequalificazione''. Vari primari, afferma Lusenti, ''hanno gia' ricevuto lettere di 'pensionamento' di questo tipo''. L'Anaao, annuncia il suo segretario, ''appoggera' i ricorsi che molti di questi medici presenteranno e ci batteremo perche' sia riconosciuta l'incostituzionalita' di tale norma''. Insomma, i nodi ancora irrisolti, secondo i sindacati dei 120.000 medici dirigenti e veterinari del Ssn, sono troppi e il ministro Sacconi e' avvertito: ''Passi concreti - e' la richiesta dei medici - o la protesta andra' avanti''.

 

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