Una risonanza magnetica individua le disabilità mentali

Neurologia | Silvio Campione | 07/09/2009 16:29

Una semplice risonanza magnetica cerebrale è in grado, attraverso l'individuazione di lesioni vascolari, di predire lo sviluppo futuro di disabilità, e dare indicazioni al medico per prevenirle con trattamenti specifici dei fattori di rischio.

Lo dimostra lo studio LADIS, finanziato dall'UE e condotto in 11 Centri europei con il coordinamento del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Università di Firenze, diretto dal professor Domenico Inzitari. Le disabilità sotto esame sono quelle che limitano l' autonomia degli anziani, cioè deficit di memoria, cambiamenti dell'umore, difficoltà di movimento, incontinenza urinaria. LADIS ha dimostrato che tali disturbi sono correlabili ad alterazioni al livello della 'materia bianca' del sistema nervoso ed evidenziabili dalla Risonanza Magnetica cerebrale. Si tratta - spiega Inzitari - di intense ''alterazioni nella parte profonda degli emisferi cerebrali, probabilmente collegate a ipertensione arteriosa e malattie vascolari''. Attraverso lo studio LADIS, pubblicato sul British Medical Journal, sono stati esaminati 639 soggetti del tutto autonomi nella vita di tutti i giorni, che avevano queste alterazioni con gravità variabile: il 44% lieve, il 31% moderato e il 25% severo. Tutti sono stati seguiti per tre anni con uno studio clinico che includeva test per la memoria e l'attenzione, prove dell' equilibrio e della deambulazione, nonchè valutazioni di tono dell'umore e qualità della vita. ''Già dopo un anno - afferma Inzitari - i soggetti con le alterazioni più estese, sebbene autonomi all'inizio dello studio, avevano maggiori difficoltà nell'uso del telefono, fare la spesa e prendere le medicine. E dopo tre anni avevano un rischio più che doppio di perdere la loro autonomia''. Alla luce di questo studio, che ha evidenziato nel cervello ''un ulteriore organo bersaglio della ipertensione arteriosa'', Inzitari consiglia agli ipertesi un immediato e accurato trattamento per il controllo della pressione che ''potrebbe bloccare l'aumento di queste lesioni''.

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