Un modulo di consenso generico sottoscritto dal paziente dal quale non sia possibile desumere con certezza che il paziente medesimo abbia ottenuto in modo esaustivo le informazioni non legittima l’atto medico

Mariano Paternoster | 08/09/2009 15:23

endoscopia polipectomia

Il caso concerne una peritonite conseguente ad un intervento chirurgico di polipectomia endoscopica in relazione al quale era stato ritenuto valido il consenso prestato all’intervento dal paziente in ragione della sua sottoscrizione di un apposito modulo che riguardava, tuttavia, un intervento di natura diagnostica.

La Sentenza (Cassazione, Sez. III, n. 24791 dell’8 ottobre 2008)
La Corte ha precisato che il medico viene meno all’obbligo di fornire un valido ed esaustivo consenso informato al paziente non solo quando omette del tutto di riferirgli della natura della cura cui dovrà sottoporsi, dei relativi rischi e delle possibilità di successo, ma anche quando ritenga di sottoporre al paziente, perché lo sottoscriva, un modulo del tutto generico, dal quale non sia possibile desumere con certezza che il paziente abbia ottenuto in modo esaustivo le suddette informazioni.
Il professionista ha il dovere di informare il paziente sulla natura dell’intervento, sulla portata e sull’estensione dei suoi risultati, nonché sulle possibilità e probabilità dei risultati conseguibili.
Diversamente, oltre che l’obbligo di informazione risulta invero violato il dovere di correttezza o buona fede oggettiva nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto.