No all’ecocardiografo ai medici di famiglia

Medicina Generale | Redazione DottNet | 08/09/2009 20:44

L' ecocardiografo nello studio del medico di famiglia? ''E' ancora prematuro'', secondo Giancarlo Bellieni, presidente della Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare (Siec) che ha aperto martedì scorso a Milano il suo XIV Congresso nazionale.

Dovrà attendere dunque, secondo il parere di questi specialisti, che si accingono a editare nuove linee guida basate sulle possibilità diagnostiche di strumenti sempre più tecnologici e miniaturizzati, l'idea di estendere ai medici di base alcune funzioni oggi proprie del pronto soccorso e della medicina specialistica contribuendo a ridurre le liste d'attesa. Secondo Bellieni, c'è discussione nella categoria, su questo tema: ''Il problema - dice - sta nell'appropriatezza dell'utilizzo di questi apparecchi molto sofisticati. Se non sono utilizzati da specialisti competenti, che hanno ricevuto una adeguata formazione, il rischio grande è di confondere il percorso diagnostico''. La Siec ha comunque già previsto corsi di formazione in cardioecografia per specialisti come il neurologo o il diabetologo, ''ma con limiti di applicazione alle patologie che ognuno di questi specialisti tratta. Per il medico di famiglia, che ha un campo molto più vasto di indagine, la questione è per lo meno prematura''. Non lo è, invece, per la Medicina di Urgenza, conclude Bellieni, ''tanto che già vengono attrezzate con queste apparecchiature le ambulanze, con personale preparato, in grado di indirizzare subito e meglio il paziente già in fase preospedaliera''. Il congresso Siec ha in programma anche un 'campionato a squadre', per macroregioni. Vinceranno le compagini che avranno collezionato il migliore punteggio nel risolvere difficili quesiti diagnostici sulla base di immagini ecocardiografiche proiettate in diapositiva.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato