Regioni in rosso: si punta sui ticket

Redazione DottNet | 12/09/2009 12:53

sanità-pubblica ticket welfare

Razionalizzazione dei posti letto attraverso una revisione al ribasso degli standard, finanziamenti in calo per l'anno a venire sul 2009 e, soprattutto, leva sui ticket per ripianare i deficit di bilancio. Chiamando a concorrere alla spesa anche i cittadini attualmente esenti.

 Sono le principali novità contenute nel Patto per la salute 2010-2011 che il governo ha inviato alle Regioni. Un piano ancora in fase di bozza, che dovrà essere discusso tra le parti. Ma la discussione si annuncia fin d'ora animata. ''E' vero che l'inflazione si è ridotta praticamente a zero, ma riteniamo che siano sottostimate le cifre'', ossia i finanziamenti, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Il tema della sanità è da mesi oggetto di confronto tra esecutivo e governi regionali. E presumibilmente sarà anche uno degli argomenti che Errani e i governatori toccheranno con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nell'incontro fissato per il 17 settembre. L'aspetto più dirompente del Patto per la salute, per lo meno per quanto emerge dai 15 articoli della bozza inviata pochi giorni fa, l'8 settembre, alle regioni, riguarda i ticket, su cui si potrà agire per ripianare i 'buchi' non coperti con altre misure, come piani di rientro e addizionali fiscali. Il documento, infatti, prevede che se dai dati di bilancio relativi al secondo trimestre emergerà un deficit, ''le Regioni si impegnano ad attivare adeguate forme di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie da parte dei cittadini, ivi compresi i cittadini a qualsiasi titolo esenti dalla vigente normativa, per un importo di manovra pari ad almeno il 75% dello squilibrio rilevato''. Possibili anche quote di partecipazione alla spesa per prestazioni in day-hospital e per i costi alberghieri dei ricoveri. Un taglio e' previsto poi per i posti letto. Lo standard, ossia il tetto massimo, scende infatti da 4,5 a 4 posti per mille abitanti. Una razionalizzazione che punta a favorire, dove possibile, forme alternative all'ospedalizzazione, promuovendo ''il passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale'', ma che in certe regioni potrebbe pesare più che in altre. Nei piani governativi anche una razionalizzazione dei posti letto per anziani non-autosufficienti, con un tetto di un posto ogni 100 over 65 e tre ogni 100 over 75. La bozza del Patto interviene inoltre sul personale, prospettando una riduzione delle spese per questa voce da ottenere anche con misure di riduzione stabile degli organici L'altro nodo è rappresentato dai finanziamenti a cui concorre lo Stato a favore delle regioni, che per il 2010 sono indicati in 103.998 milioni e per il 2011 in 106.318 milioni. Per l'anno a venire, quindi, i fondi si riducono, visto che nel 2009, il finanziamento complessivo era stato fissato in 103.701 milioni. E in ogni caso le regioni si attendevano cifre superiori. Errani, già nei mesi scorsi, aveva più volte parlato di una sottostima attorno ai 7 miliardi. La discussione, ha ribadito, si profila quindi ''impegnativa''.