Federsanità-Anci: tra equità dell’assistenza e identità territoriale

Redazione DottNet | 14/09/2009 19:20

Identità territoriali e principi generali comuni: è il tema principale delle tre giornate del IV Convegno Nazionale (Fiuggi -18/20 settembre) che vedrà coinvolti tutti gli attori della sanità italiana. Soggetti che, di fronte alla riorganizzazione del SSN, chiedono: regolamentazione e mantenimento degli standard qualitativi di assistenza, uguali su tutta la penisola, coniugati con l’efficienza economica del sistema.
 

“Il processo federale – ha detto Angelo Lino Del Favero, presidente di Federsanità ANCI – non è una novità ma una realtà presente da ormai più di un decennio, anche se si tratta di un federalismo imperfetto. Tre i punti fondamentali sui quali è necessario riflettere: rapporto spesa sanitaria PIL, criterio di ripartizione economica alle regioni e determinazione dei costi standard. Nello specifico, bisogna determinare chiaramente quale quota del PIL debba essere destinata al settore sanitario e, in vista del passaggio dal sistema della spesa storica a quella basata sul costo standard, bisogna rafforzare i criteri di ripartizione già condivisi tenendo conto dell’elemento critico dato dall’invecchiamento della popolazione. Il principio di Federsanità Anci – ha continuato Del Favero – è l’integrazione socio-sanitaria. L’obiettivo è quindi quello di uniformare i comportamenti sanitari sul territorio al fine di ottenere un federalismo equo. Fondamentale, in questo senso, è la definizione di un quadro giuridico funzionale a tale scopo. Le parole d’ordine sono perciò: lavorare insieme, comunicare al cittadino e cambiare la cultura dell’approccio all’assistenza e alla cura”.
“L’equità nell’assistenza è uno dei cardini del nostro SSN– ha affermato Giacomo Milillo, segretario generale FIMMG – ma il Federalismo non può essere un franchising, cioè una mera importazione di modelli validi per alcune realtà e non per altre. Significa settorializzazione, ovvero è necessario che si vada incontro a quelli che sono i bisogni di ogni realtà. L’equità riguarda l’accesso alle prestazioni e, paradossalmente, la differenza di accesso, riscontrata nei vari contesti, non è legata alla spesa, che, a volte, può anche non essere coerente e giustificata. È, perciò, necessario razionalizzare le risorse economiche, stabilendo principi generali validi e condivisi su cui possa inserirsi la specificità di ogni realtà locale. In questo senso, – ha ribadito Milillo – federalismo significa, soprattutto, introdurre criteri uguali per tutti che diano forza al processo di coordinamento e di coesione sociale. In questo contesto le Cooperative Mediche rappresentano una risorsa per l’intero sistema . Sono nate come un tentativo spontaneo e un investimento di risorse sulla base di una legislazione non strutturata a tale fine. Non hanno raggiunto, per questo, un modello identitario, ma si sono configurate con assetti diversi da regione a regione. Sono però cresciute di numero negli anni e ciò testimonia la loro importanza. Sono, inoltre, positive sia dal punto di vista fiscale che dal punto di vista del procacciamento di altre figure professionali. Perché possano continuare a svolgere la loro azione, è, perciò, necessario un momento legislativo di perfezionamento della loro collocazione nel mondo sanitario. Il Convegno di Fiuggi si profila, quindi, come un’occasione per analizzare tutti gli aspetti di questo mondo alla ricerca di soluzioni appropriate e funzionali”.
“Il Convegno di Fiuggi - ha affermato Vincenzo D’Anna, presidente di Federlab - è un’importante occasione per costruire la necessaria coesione tra tutte le componenti del sistema sanitario. Solo conoscendo le particolarità di ognuno, infatti, si generano le condizioni perché il dialogo fra i vari attori possa realmente portare a deliberare soluzioni appropriate. In questo senso, Federalismo vuol dire stabilire dei principi generali e allo stesso tempo rispettare le identità territoriali consolidate. Noi di Federlab Italia siamo propugnatori di un SSN in cui il principio di efficienza e quello di qualità siano l’unico discrimine nella valutazione dei servizi: a prescindere che questi vengano erogati da un soggetto pubblico o da un soggetto privato. Stiamo, perciò, già dialogando col ministero affinché anche i soggetti della sanità privata, della quale facciamo parte, possano partecipare al processo complessivo di recupero di una maggiore efficienza e di una maggiore efficacia dell’intero SSN”.
“Le persone devono essere al centro dell’attenzione del nuovo processo federalista – ha, poi, affermato Aldo Li Castri, responsabile Relazioni esterne e Comunicazione di Federterme - ed il mondo termale condivide gli obiettivi del IV Convegno di Fiuggi proprio perché le terme sono da sempre sul territorio e quindi raccolgono la nuova domanda di salute che questo produce. A nostro avviso, i punti fondamentali sui quali dovrà basarsi il nuovo Patto della Salute sono: cura, prevenzione, benessere ed educazione sanitaria”.
“Il problema del commissariamento – ha concluso Egidio Giordano, rappresentante CMCN – ci propone un quadro di un Sistema Sanitario Regionale con falle e disuguaglianze. La crisi del sistema sanitario nazionale è, quindi, anche una crisi di coesione sociale. Paradossalmente, le disuguaglianze si manifestano nell’assistenza primaria più che in altri servizi. Con il nuovo Accordo Collettivo Nazionale, il Medico di Medicina Generale non lavora più da solo, ma in forma aggregata. Si apre così una nuova modalità organizzativa del nostro lavoro che prevede la creazione di un contesto di supporto nel quale, alle necessità strettamente cliniche, si accompagnano altri aspetti strutturali ugualmente fondamentali, tra i quali quelli legati alla raccolta dei dati e alla gestione del personale di studio. Il MMG gioca, perciò, un ruolo fondamentale nel processo federalista proprio perché può dare un contributo essenziale affinché nuovi modelli sanitari – più che essere importati da altre realtà – possano nascere nel territorio di riferimento rispettando, così, le peculiarità esistenti . Ecco qual è il significato puro di federalismo: gestire le risorse, là dove sono prodotte.”
 

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