Calano le vendite dei farmaci da automedicazione. Male anche la pillola del giorno dopo

Silvio Campione | 20/09/2009 11:48

farmaci Sigo

Vendite in calo per i farmaci di automedicazione (antiacidi, analgesici, lassativi, ecc.): tra il giugno 2008 e quello 2009 le confezioni acquistate sono state 315 milioni (il 3,5% in meno). Il calo in termini di spesa è stato dell'1%. Il calo delle vendite ha riguardato le farmacie (meno 5,4% in termini di quantità, meno 3% in termini di valore), mentre parafarmacie e corner sanitari all'interno dei supermercati hanno registrato aumenti a doppia cifra (più 30% come confezioni acquistate). La quota di mercato, per ciò che riguarda i farmaci da banco non di competenza delle farmacie, sale così al 7,6%.
 

Battuta d'arresto anche per la cosiddetta 'pillola del giorno dopo', che nelle farmacie italiane nel mese di luglio 2009 ha fatto registrare un calo delle vendite pari al 4,8% rispetto allo stesso mese del 2008. Il dato è stato reso noto da Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), a conclusione della campagna estiva basata su Travelsex, un opuscolo distribuito in 300 mila copie con la traduzione in 11 lingue delle frasi 'salvavita', per richiedere i preservativi, accertarsi se la partner appena conosciuta usa la pillola o per chiedere consulenza medica. Questa campagna estiva della SIGO ha incluso il gioco 'Scrivi la tua pillola d'amore estivo' proposto a migliaia di ragazzi e ragazze di 10 città italiane, a cui sono state consegnate t-shirt con la scritta 'L'amore è...', invitando i giovani a completare la frase. Per il prof.Vittori, il primo obiettivo della campagna SIGO è stato raggiunto proprio con il calo, a luglio, nelle vendite della 'pillola del giorno dopo', che è contraccezione d'emergenza da non confondersi con la RU486 che è la 'pillola abortiva'. ''Un successo - commenta il professore - che giunge dopo anni in cui il trend è stato in costante crescita'': da poco più di 300 mila pillole vendute nel luglio 2004 fino alle 380 mila del luglio 2008. ''Questo dimostra - conclude Vittori - che quando riusciamo a far giungere loro i nostri messaggi, i giovani sono aperti e comprendono la necessità di comportamenti responsabili''.