Dal Corriere della Sera: Casse, conti e contributi Sacconi convoca i vertici

Farmacia | Silvio Campione | 20/09/2009 12:07

Il governo accende i riflettori sulle casse di previdenza dei professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, farmacisti, geometri, giornalisti, ingegneri e architetti, medici e odontoiatri, notai, ragionieri, veterinari).

Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha infatti convocato i presidenti delle casse «privatizzate» per esaminare, dice una nota del dicastero, i «profili formali e sostanziali di stabilità delle casse di previdenza nel medio lungo periodo». Si tratta, in sostanza, di essere certi che gli istituti siano in grado di pagare le pensioni anche tra 30 o 50 anni. Al ministero ci tengono a sottolineare che non c' è alcuna situazione drammatica e che non ci sono commissariamenti in vista, ma da una prima ricognizione svolta dai tecnici risulta che in alcuni casi, se non si interviene prontamente, il patrimonio si esaurirebbe prima di 30 anni (medici e odontoiatri, consulenti del lavoro, veterinari) o di 50 anni (ingegneri e architetti, avvocati). A mettere in crisi alcune casse è il progressivo peggioramento del rapporto tra iscritti e pensionati e l' insufficiente misura delle aliquote contributive in rapporto all' aumento della spesa. Per questo i tecnici del ministero ipotizzano che tra le misure da prendere in considerazione per mettere in sicurezza i conti ci debba essere un aumento graduale dei contributi, soprattutto per quelle casse che hanno aliquote molto basse (intorno al 10%), per arrivare a un prelievo di almeno il 16-18% (anche per garantire pensioni dignitose). Indispensabile, inoltre, secondo gli esperti, il passaggio al sistema di calcolo contributivo per quelle casse che ancora usano il più generoso metodo retributivo

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