Cancro, 28 milioni i malati. Aumenta la sopravvivenza

Redazione DottNet | 21/09/2009 15:35

farmaci oncologia

Sono circa 12,4 milioni, le persone che ogni anno, nel mondo, ricevono una diagnosi di cancro, compresi oltre 3 milioni di europei. E oggi nel mondo sono circa 28 milioni coloro che vivono con la malattia, dato che potrebbe toccare i 75 milioni nel 2030. Per contro, aumentano in Europa e nei paesi sviluppati le chances di sopravvivenza, grazie ai progressi nella diagnosi precoce.

Sono gli ultimi dati riportati dalla Agenzia mondiale per la ricerca sul cancro 'World Cancer Report' e resi noti a Berlino in occasione del Congresso Europeo sul Cancro (Ecco-Esmo). Secondo gli esperti, le pessimistiche proiezioni future sono dovute da una parte all'aumento dell'attesa media di vita nel mondo sviluppato, dall'altra all'aumento della popolazione nei Paesi in via di sviluppo. Quanto all'Europa, il continente ha un ottavo della popolazione mondiale ma circa un quarto dei casi totali di cancro (nel 2008 dei 3,4 milioni di diagnosi 1,8 milioni hanno riguardato gli uomini e 1,6 le donne). Sempre nel 2008 è stato calcolato che 7,6 milioni di persone nel mondo sono morte di cancro, di cui 1,7 in Europa. E queste cifre continueranno a crescere, fino a un numero di morti per cancro che sarà di 17 milioni nel 2030. Poco più della metà dei nuovi casi annuali e due terzi delle morti per cancro si verificano nei paesi in via di sviluppo. Dei 12,4 milioni di nuovi casi di cancro diagnosticati ogni anno, più di 6,6 milioni colpiscono l'uomo, mentre oltre 5,7 si verificano nella donna. Fra i più comuni tipi di tumore diagnosticati nel mondo, 1,52 milioni riguardano il polmone, 1,29 la mammella, 1,15 il colon-retto e 934 mila lo stomaco. Davanti a questa serie di dati, gli esperti sottolineano però che le possibilità di sopravvivenza al cancro sono sostanzialmente aumentate per molti tipi di tumore, soprattutto per merito della diagnosi precoce. Il tasso di miglioramento varia molto in Europa, paese per paese, passando da 21% al 47% per l'uomo (con picchi registrati in Islanda) e dal 38 al 59% nella donna (con picchi registrati in Francia).