Ospedali, i dispositivi costano più dei farmaci

Sanità pubblica | | 23/09/2009 18:31

I costi dei dispositivi medici, come le valvole cardiache, utilizzati negli ospedali hanno superato quelli dei farmaci ospedalieri e ciò è solo in parte giustificato dall'aumento di tecnologia dei dispositivi stessi, ma è un'anomalia dovuta al fatto che su questo settore c'è il 'far west' più totale, manca una governance sulla loro qualità e sui costi.

E' quanto riferito da Andrea Messori, vicepresidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) nel corso dell'incontro con la stampa per presentare il 30/imo congresso SIFO che si terrà la prossima settimana ad Ascoli Piceno. ''La spesa farmaceutica ospedaliera dieci anni fa era maggiore di quella per i dispositivi, ha ribadito Messori, basti pensare che oggi ogni anno in ciascun ospedale si spendono in media 110 milioni di euro per acquisto di dispostivi medici (soprattutto nell'area della cardiologia interventistica, stent, valvole etc), contro 90 milioni di euro per i farmaci''. Il problema, ha precisato Messori, è che mentre per i farmaci c'è una governance, con l'Agenzia Italiana sui Farmaci, AIFA, un organo di controllo simile manca per i dispositivi. ''Col risultato che sui dispositivi medici il prezzo e' libero - ha detto Messori - con gare che si svolgono ospedale per ospedale''. In questa situazione si ha un'eterogeneità di prezzi enorme, anche di tre ordini di grandezza da zona a zona dell'Italia''. ''Servirebbe dunque anche per i dispositivi medici un'organizzazione come l'AIFA che governi il settore - ha detto Messori - e bisognerebbe aggiornare le regole della governance sugli standard degli altri paesi'', affermando l'impostazione che si paga per il beneficio reale e non per il servizio erogato come è da noi. Il livello dei dati di sperimentazione e verifica pratica dei dispositivi è di qualità inferiore rispetto a quello dei farmaci, ma la SIFO si sta impegnando con varie iniziative come quella del Laboratorio sui dispositivi presso il Cardarelli di Napoli, ha detto il segretario SIFO Pietro Finocchiaro, per standardizzare a livello nazionale la loro gestione e stilare un repertorio per un uso corretto e appropriato.

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