Consultori pubblici: troppi tagli nei finanziamenti

Silvio Campione | 24/09/2009 18:08

Smantellamenti dei consultori pubblici e tagli al Fondo per la famiglie hanno portato a un calo del 6% degli operatori del settore. Lo denuncia un'indagine condotta dal Centro studi fertilità e maternità (Fem) e presentata a Ponzano Veneto (Treviso).

Dall'inchiesta emerge che negli ultimi anni c'è stato un ridimensionamento significativo nei finanziamenti ai consultori pubblici che dal 2003 al 2006 ha portato i consultori pubblici ad arretrare a vantaggio di quelli privati. A fronte, infatti, dell'aumento dei consultori pubblici pari al 18%, si è registrata una crescita del 53% dei privati. In soli tre anni le prestazioni nei consultori privati sono aumentate del 163%, con una conseguente crescita del 132,2% anche degli incassi. L'indagine, coordinata dal presidente del Centro, Andrea Borini, ha rilevato inoltre che nel 2008 la commissione Affari Sociali ha annunciato un taglio al Fondo per le famiglia pari al 32%, ancora a scapito soprattutto dei consultori pubblici. Una situazione difficile per i consultori pubblici che, secondo gli autori dell'indagine, ha come conseguenza la mancanza di progetti di educazione sessuale per gli adolescenti. ''Come hanno osservato gli esperti delle Nazioni Unite - ha commentato Borini - in dieci anni la classe dirigente del nostro Paese non ha mai mostrato preoccupazione rispetto alla questione della protezione della fertilità degli adolescenti nè ha tantomeno messo in atto politiche adeguate''. Lo dimostrano i dati raccolti dallo stesso Centro in seguito a uno studio su 531 consultori giovanili: l'obiettivo era verificare la presenza di politiche e programmi sulla prevenzione dell'infertilità, rivolti ai giovani fra 15 e 20 anni. E' emerso che il settore pubblico è ancora poco sensibile al tema e che, a differenza di quello che succede negli altri Paesi europei, in Italia ci sono strumenti inadeguati e poca disponibilità ad ascoltare giovani con preoccupazioni relative alla fertilità, soprattutto per quella maschile: solo 11 consultori su 188 hanno un andrologo in sede e appena 68 centri hanno mostrato di dare una certa importanza alla questione. ''L'infertilità nei Paesi occidentali si sta diffondendo in modo preoccupante- ha continuato Borini - colpa anche dell'aumento delle malattie sessualmente trasmesse e dall'obesità, per questa ragione bisogna agire partendo dagli adolescenti in una prospettiva di risollevamento del tasso di fertilità nazionale''.

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