Trapianto allogenico all'anca per correggere patologie indotte da osteolisi

Ortopedia | Redazione DottNet | 25/09/2009 12:00

La sostituzione totale dell'anca è considerato un intervento di routine con un ampio margine di successo ma i componenti interni producono particelle a causa dell'attrito e dell'usura nel dispositivo. La formazione di queste particelle è una delle ragioni principali per cui è necessario revisionare l’anca.

Le particelle generate, essendo biologicamente attive, provocano la formazione di aree osteolitiche attraverso l'inibizione della formazione ossea e un aumento della produzione di liquido sinoviale. La conseguente perdita ossea può essere gestita attraverso l'impianto di osso allogenico in associazione con frammenti ossei e cemento. Inoltre, possono essere utilizzati gli impianti costruiti con metallo altamente poroso e trabecolare che facilitano ulteriormente l'infiltrazione del tessuto in modo rapido ed esteso con conseguente forte attecchimento dell’impianto. Da questo studio, pubblicato sul McGill Journal of Medicine, emerge chel'uso del trapianto allogenico tibiale accoppiato con frammenti ossei e cemento per coprire e sostenere una ciste litica nella porzione prossimale del femore, distale al grande trocantere. Inoltre, è stato descritto l'uso di un calice trabecolare di metallo per fermare la migrazione del componente nell'acetabolo e promuovere una maggiore fissazione e un maggiore sviluppo osseo.

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