LA DIALETTICA MORFOLOGICA NELL'ANALISI STRUTTURALE-BIOLOGICA

Psichiatria | Enrico Venga | 27/09/2009 12:05

La Dialettica, in generale, significa l'arte del ragionare, del disputare, del dialogare, confutando le obiezioni altrui, esaminando una questione nei suoi vari aspetti, distinguendo e ponendo un relazione tra loro i vari concetti.

Il termine è usato nel linguaggio filosofico in vari sensi:

1) come arte del dimostrare o confutare una tesi con argomenti validi e convincenti;

2) come artificiosità di argomentazione, mediante la quale è possibile dimostrare qualsiasi assunto, vero o falso che sia;

3) comre arte del separare i concetti in modo da scorrere dall'uno all'altro per risalire, attraverso concetti sempre più generali, ai principi primi.

Inventore della dialettica, secondo Aristotele, nel primo senso fu Zenone di Elea che, nelle sue celebri aporie, si valse di essa anche nel secondo senso.

Nell'ultimo significato, la Dialettica è il metodo proprio di Socrate ( maieutica), il quale, attraverso essa, tendeva alla determinazione del concetto. Ma il vero fondatore sembra esserne stato Eraclito, il quale vedeva nel divenire la conciliazione degli opposti ( concetto che ha, poi, determinato l'ipotesi evoluzionistica). Tutti questi significati ricompaiono in varie forme lungo il corso della storia del pensiero, ma il significato specifico, quello che rimane il principale nella terminologia moderna, gli verrà conferito soltanto dall' Idealismo tedesco. Questo identificando il pensiero con l'essere, trasferice la Dialettica dal campo puramente logico, a quello dell'onotlogia e la trasforma in Metafisica.

Significativa, in questo senso, è la Dialettica di Hegel, la quale non è più la coincidentia oppositorum di Cusano, di Bruno o di Bohme, ma il processo attraverso il quale lo Spirito compie il proprio sviluppo: la tesi, l'antitesi e la sintesi sono i tre momenti dialettici del processo spirituale, così come il conscio l'inconscio e il cosiddetto Io, nella dialettica morfologica delle piscologie analitiche.

La nozione di Dialettica occupa un posto importante anche nella filosofia di Marx, Engels e delle varie scuole marxisiste; ma, pur trattandosi ancora di una Dialettica hegelianamente intesa, ossia come sintesi di opposti, il processo dialettico è della realtà e nella realtà si alimenta.

In tal modo, le varie forme della dialettica sono state assoggettate alle scienze per poter meglio rappresentare e rappresentarsi stabilendo leggi, teoremi ed assiomi - confutabili-inconfutabili -, poichè per la sua stessa genesi, la dialettica dovrà sempre subire ed esplicarsi in questa alterna diatriba.

Se è vero ciò, in quale modo l'Uomo si rappresenta nella sua organizzazione biologica? o si rappresenta soltanto nella contraddittorietà? senza nessuna altra possibilità?

Ovvero, se l'Uomo non ha un diverso modo di formulare, la dialettica, come scambio tra le diverse opinioni culturali e ideologiche, può veramente esprimere o determinare la consocenza ?

La consocenza di che cosa ? del senso e del significato dato alle parole - ideologia -con l'intensità espressiva ? e l'etimo può rappresntare lo stesso Uomo, essendo stato egli il promotore ? sappiamo noi carpire al di là dell'etimo la struttura biologica che stimola l'etimo ?

Perchè mai l'organizzazione della Materia e quindi bioogica non ha altra possibilità, se non quella dell' individuazione ? ma non è sempre la stessa organizzazione che opera ? ed allora perchè vi è la contraddittorietà ? essa è formale o sostanziale ? ma può essere soltanto formale o soltanto sostanziale ?

Tuttavia, bisogna anche dire che gli etimi sono in rapporto alla cose o als enso delle cose e non all'essenza biologica. Il senso ed il significato, anche se proiettato - meccanismo di difesa -, restra soggettivo con la pretesa della personificazione obiettiva.

Sotto questo aspetto l'indagine andrebbe condotta dallo ( e nello) stesso soggetto, ammesso che ne avesse la facoltà e la possibilità.

Infatti, può la Materia dialogare con se stessa ? Può la funzione dialogica dialogare con la stessa funzione ? o essa stessa è soltanto una delle funzioni dell'organizzazione biologica soggettiva ? e come tale non può che rappresentarsi in sensi e significati comuni per potere - illusoriamente - dialogare per comprendere ?

sotto quest'ottica, è l'oggettività che prende corpo - associazionismo -, poichè non si ha la possibilità della conoscenza - non contreaddittoria - biologica.

In tal senso, ogni ideologia ed ogni considerazione resta tale e si rappresenta con la stessa intensità di qualsiasi altra ideologia o ratio.

Tàliter, ogni ideologia è vera tamquam ogni ideologia è falsa; così come ogni teoria è vera-falsa ed è falsa-vera e così di seguito.

Queste ricerche che conduciamo già da diversi anni, anche se agli albori, potrebbero, forse, ridimensionare tutto il mondo fenomenico-dialogico.

   

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