Tumori: studio, un'aspirina al giorno protegge colon-retto

Redazione DottNet | 30/09/2009 14:22

Un'aspirina al giorno può prevenire l'insorgenza del tumore in persone con una predisposizione genetica alla sindrome di Lynch, condizione che caratterizza il 5% di tutti i casi di cancro al colon-retto
 

E lo fa agendo sulle cellule staminali tumorali e controllandone l'attivitò, che può potenzialmente portare alla formazione di carcinomi maligni. E' quanto rivela uno studio presentato a Berlino (Germania) durante il Congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) e dell'European Cancer Organisation (Ecco), in corso fino a giovedì.
La sindrome di Lynch e' un tipo di tumore ereditario del tratto digestivo, che colpisce in particolare il colon e il retto. Gli esperti della Newcastle University (Gb) hanno coinvolto nell'indagine 1.071 portatori della mutazione tipica di questa sindrome e li hanno divisi in due gruppi: a uno venivano somministrati 600 mg di aspirina al giorno, all'altro placebo. "Molti studi, infatti - ha spiegato John
Burn, che ha condotto il lavoro all'Institute of Human Genetics dell'ateneo britannico - avevano gia' dimostrato che l'aspirina puo' avere effetti positivi contro alcuni tumori. Il solo modo che avevamo per provarlo con certezza alla comunità scientifica era organizzare un trial randomizzato in una popolazione a rischio". Detto fatto. Dopo 29 mesi dalla somministrazione casuale di aspirina o placebo, agli scienziati ancora non era chiaro quanto e se l'antinfiammatorio più famoso al mondo giovasse a questi pazienti. "Ma dopo aver allungato il tempo di osservazione a 4 anni - racconta
Burn - è emersa la differente incidenza di cancro al colon-retto fra chi aveva assunto aspirina con regolarità e il gruppo di controllo: solo sei casi nel primo campione, contro 16 del secondo". Anche l'incidenza di neoplasia alle ovaie, che le donne con sindrome di Lynch rischiano più delle altre, appariva ridotta.
Il meccanismo attraverso cui l'acido acetilsalicilico agisce contro i tumori non e' ancora chiaro, anche se gli studiosi credono che siano coinvolte le cellule staminali: "Pensiamo che l'aspirina - conclude l'esperto - abbia un effetto che impedisce la sopravvivenza di staminali resistenti alla chemioterapia". Sono comunque in programma nuovi test, che coinvolgeranno più pazienti e studieranno anche l'effetto di dosi più basse di antinfiammatorio, nel tentativo di diminuire i possibili effetti collaterali e di ottenere gli stessi benefici.

 

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