Danneggiati dai vaccini: il Tar del Lazio sospende il decreto Turco

Redazione DottNet | 08/09/2008 14:18

Sospeso dal tar del lazio il decreto dell'ex ministro Turco sui pagamenti ai danneggiati dai vaccini a causa della mancata formazione della graduatoria. Soddisfazione da parte delle associazioni.

Soddisfazione ''per la rapidità con la quale il Tar del Lazio ha esaminato ed accolto la richiesta di sospensiva di un decreto che, emesso dall'ex ministro Livia Turco, crea gravissimo pregiudizio ai danneggiati da vaccinazione più gravemente colpiti, ai quali veniva negata ogni priorità, ed ai genitori dei deceduti che addirittura non sono neanche menzionati'', e' stata espressa dal presidente dell'Amev, l'Associazione malati emotrasfusi e vaccinati, di Firenze, Marcello Stanca, dopo la decisione dei giudici amministrativi che hanno sospeso i pagamenti degli arretrati decennali a causa della mancata formazione di una graduatoria di gravità delle condizioni degli aventi diritto. ''Sono consapevole del disagio e del ritardo che sarà provocato a coloro che speravano in una pronta liquidazione e ripartizione dei 30 milioni di euro disponibili - ha aggiunto Stanca - ma il Tar ha convenuto che l'Amministrazione, in una platea di danneggiati di varie gravità, non può comportarsi per i pagamenti con la stessa cecità e casualità degli effetti collaterali da vaccino che hanno colpito a caso 580 persone beneficiarie del decreto annullato. Spero che buona parte dei danneggiati, costretti ad un'ulteriore attesa, comprendano la necessità oggettiva di una graduatoria, finalmente imposta all'Amministrazione, con il controllo del ministro della Funzione Pubblica''. ''Sia il decreto ingiuntivo, sia la sentenza del Consiglio di Stato - si legge nel ricorso - sono passati in giudicato, ma il ministero della Salute non ha ancora provveduto a mettere a regime il pagamento del vitalizio spettante agli interessati, e nel caso specifico neanche gli arretrati dovuti''. La ricorrente, inoltre contestava il fatto che è stata prevista ''l'erogazione di una percentuale uguale per tutti, senza alcuna possibilità di differenziazione in ragione della gravità delle patologie e della necessità di assistenza'', nonchè il fatto che s'intende ''erogare solo il 12,5 per cento, contro le numerose sentenze di condanna al 100 per cento''. Il Tar ha ritenuto che, visto l'inadempimento della sentenza del Consiglio di Stato'', sussistono '' le ragioni richieste dalla legge per l'accoglimento della domanda cautelare''.

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