Aringhieri (Dompè), per aziende è tempo di partnership

Redazione DottNet | 02/10/2009 12:19

Non è più sostenibile, per l'azienda farmaceutica del futuro, concentrare al suo interno tutte le sue attività: dalla ricerca allo sviluppo, dalla produzione al lancio dei prodotti.

"Oggi bisogna abbandonare il modello 'fully integrated', per cui le società facevano tutto da sole, e adottare quello 'partner-driven', affidando a competenze distintive esterne
determinate operazioni". Parola di Eugenio Aringhieri, amministratore delegato del Gruppo Dompé, intervenuto al convegno 'Strategic Pharma 2015 - L'innovazione per sostenere la crescita: quali sfide per i Ceo?' organizzato oggi a Roma da Business International.
"La nostra azienda - ha sottolineato Aringhieri - ha affrontato in modo strutturato la necessità di una riconfigurazione delle operazioni. Ma è qualcosa che dovrebbe avvenire non solo nel sistema impresa ma nel sistema Paese, con norme che facilitino i cambiamenti. In ogni caso non è più possibile continuare con il modello tradizionale dell'azienda completamente integrata: non sarebbe sostenibile". Bisogna invece comprendere dove si vuole continuare a fare da soli e dove invece c'è necessità di esternalizzare: "come nel caso della ricerca: le partnership in questo caso fanno superare il problema di non avere abbastanza massa critica, cosa che accade alle piccole realtà". Per Aringhieri, infine, "il futuro è legato alle terapie personalizzate, che consentiranno anche di evitare gli impegnativi mega-trial andando verso studi di dimensioni più sostenibili, a un'agenzia regolatoria che assicuri tempi di approvazione in linea con il resto del mondo e che riconosca l'innovazione, e a un contesto politico certo: non chiediamo sconti - conclude - ma stabilità".

 

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