Trapianto di fegato da padre a figlia: salva la bimba di due anni

Oncologia | Redazione DottNet | 06/10/2009 20:42

Un raro trapianto di fegato, eseguito prelevando una parte dell'organo di uno dei genitori, ha salvato una bambina affetta da una grave forma di tumore.

 L'intervento è stato eseguito a Torino dall'equipe del professor Mauro Salizzoni, responsabile del Centro Trapianti di Fegato dell'ospedale Molinette di Torino, primo in Europa per numero di trapianti. Il duplice intervento ha richiesto circa 10 ore, dalle 6 alle 16 di mercoledì scorso. Sono state allestite due sale operatorie vicine, una per l'espianto e l'altra per il reimpianto dell'organo. La piccola paziente ha due anni e sette mesi ed è affetta da un tumore rarissimo che colpisce il fegato, l'epatoblastoma, patologia riscontrabile solo nello 0,8% di tutti i tumori pediatrici maligni. L'unica cura possibile in casi del genere è il trapianto, che deve arrivare dopo una particolare chemioterapia mirata a ridurre la massa tumorale. Ma il trapianto per essere efficace deve arrivare entro 25, massimo 30 giorni dalla fine della terapia. In caso contrario diventa inutile, perchè il tumore ritorna nella fase di crescita aggressiva. Nel caso della piccola R.D.L., di soli due anni e sette mesi, non è stato possibile trovare un organo compatibile all'interno della finestra temporale prevista. Il padre della bambina ha così deciso di mettere a disposizione un pezzo del suo fegato. Gli è stato prelevato il lobo epatico sinistro, pari a circa un quarto della sua massa epatica complessiva. ''Dall'inizio dell'attività del centro nel 1990 - riferisce Salizzoni mentre sovrintende alla fase finale dell'intervento - siamo arrivati a circa 2.000 trapianti eseguiti fra fegato e pancreas. I trapianti pediatrici sono partiti nel 1999, in 10 anni ne sono stati fatti circa 90, tutti andati bene''. La mortalità operatoria, ovvero quella che avviene entro il primo mese dalla data dell'intervento, è stata infatti pari a zero. Un solo bambino è morto pochi mesi dopo il trapianto, ma in quel caso, sottolinea Salizzoni, la causa è stata una recidiva del tumore. I trapianti di fegato in età pediatrica avvengono, oltre che nei casi di tumore, in quelli in cui i bambini vengano colpiti da malattie metaboliche o presentino uno mancato sviluppo delle vie biliari

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