In Italia oltre un milione di diabetici si cura male

Redazione DottNet | 11/09/2008 13:59

Tre milioni di diabetici, la metà si cura male. E al ritorno dalle ferie, periodo in cui s'indugia nei peccatucci stagionali, il problema si amplifica. Occorre, pertanto., fare un controllo prima della ripresa dell'attività autunnale.In Italia tre milioni di persone soffrono di diabete di tipo due o insulino-resistente e la metà di tali pazienti si cura male, non segue bene le terapie e indulge in 'peccatucci alimentari', ancora di più in estate quando il caldo porta a bere bibite e mangiare frutta. Di ritorno dalle ferie, è il consiglio dei diabetologi intervenuti alla conferenza in occasione del 44/mo Meeting Annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD) che si è aperta domenica scorsa a Roma, i diabetici dovrebbero 'fare il tagliando' con una visita specialistica per verificare se le eccezioni estive hanno creato scompensi metabolici.

 In estate si tende a mettere da parte i consigli del medico, per questo si possono avere alterazioni di glicemia e emoglobina glicata, parametro fondamentale per seguire il decorso della malattia. Bastano pochi esami del sangue per valutare lo stato della persona con diabete ed eventualmente indicare un trattamento farmacologico ottimale, spiega Gabriele Perriello dell'Università di Perugia. L'ideale sarebbe per il paziente raggiungere un valore di 7 per l'emoglobina glicata, ma questo obiettivo non è raggiunto da oltre la metà dei pazienti. In costante aumento nel mondo, a causa soprattutto dell'obesità dilagante, il diabete è la 5/a causa di morte (dopo tumori, infezioni, malattie cardiovascolari, incidenti) ed ogni anno muoiono nel mondo tre mln di diabetici (nei paesi industrializzati una morte su 10 è collegabile a tale patologia, una su otto entro il 2010). In Italia, rileva Edoardo Mannucci del Servizio di Diabetologia dell'Ospedale Careggi di Firenze, si stima che per il SSN i costi annui diretti per il diabete siano di 1000-1500 euro a paziente, complessivamente circa 3,5 miliardi. ''Nel diabete di tipo 2 - spiega Mannucci - il controllo della glicemia è affidato, innanzitutto, ad alcune misure non farmacologiche quali l'attività fisica, attenzioni dietetiche e controllo del peso, ma in vari pazienti queste misure non sono sufficienti ed è quindi necessario ricorrere ai farmaci''. La disponibilità di nuove classi di farmaci ipoglicemizzanti, con diversi meccanismi d'azione, alcuni dei quali vanno ad agire sulle cause stesse della malattia, spiegano gli esperti, consentirà di personalizzare sempre di più le terapie.

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