Tumori, gli italiani credono nelle cure ma non nella prevenzione

Oncologia | Redazione DottNet | 10/10/2009 15:58

La consapevolezza degli italiani riguardo al cancro viaggia a due velocità: da una parte sei persone su dieci non ritengono più i tumori ''un male incurabile''; dall'altra, almeno uno su due non ha la più pallida idea di cosa sia uno screening di prevenzione.

E' il risultato di un'indagine condotta dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), che a Milano ha aperto il suo Congresso nazionale. L'indagine ha coinvolto circa 800 italiani tra Roma e Milano e si è concentrata su un 'big killer' come il tumore del colon-retto, la cui cura è stata negli ultimi anni rivoluzionata grazie a nuovi farmaci biologici mirati e ai programmi di diagnosi precoce. Eppure si potrebbe fare molto di più, a partire dalla consapevolezza dei cittadini: dai dati Aiom emerge infatti che solo il 50% degli italiani conosce lo screening; e se molti (73%) sanno bene che le nuove terapie sono meno 'aggressive' per l'organismo, solo il 38% afferma che questo cancro si può prevenire, mentre una persona su quattro non è disposta a cambiare il proprio stile di vita per diminuire il proprio livello di rischio. Lo studio dell'Aiom ha intervistato più donne che uomini (62% contro il 38%), e la stragrande maggioranza (81%) ha conosciuto il cancro da vicino, perchè ne è stato colpito un amico o familiare. ''Insomma, il tumore quando viene fa meno paura, ma gli italiani si impegnano ancora troppo poco per tenerlo lontano'' afferma Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom. ''E non c'è consapevolezza sui fattori di rischio - aggiunge Carmelo Iacono, presidente eletto Aiom - sono sottostimate in particolare l'importanza di praticare attività fisica (segnalata solo dal 15%) e di una corretta alimentazione (uno su due la sottovaluta). Al contrario, voci come l'inquinamento vengono ritenute rilevanti nel provocare il tumore da un 59%''. Il dato sulla diagnosi precoce e l'adesione agli screening, proseguono gli esperti, conferma come ancora nel nostro Paese serva molta educazione, su cui l'Aiom punta il suo impegno: ''Siamo riusciti a trasmettere con successo un messaggio di fiducia nelle terapie - continua Marco Venturini, segretario nazionale Aiom - ma ora dobbiamo impegnarci di più per educare alla prevenzione''. La scelta del cancro del colon-retto per l'indagine non è casuale: è la seconda causa di morte da tumore in Europa, ed è il terzo più diffuso al mondo. Ogni giorno in Italia 120 persone ricevono una diagnosi per questa neoplasia e 40 ne muoiono, per un totale di circa 16 mila decessi all'anno. ''Ma si può prevenire con un corretto stile di vita - conclude Boccardo - in più esiste uno screening, e questo è il tumore in cui i farmaci biologici hanno trovato il più largo impiego clinico. Questi elementi hanno modificato profondamente la storia della malattia, tanto che oggi la sopravvivenza è pari al 54%''

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